Traduzione di Paragrafo 2, Libro 22 (Hamilcar) di Nepote

Versione originale in latino


At ille ut Carthaginem venit multo aliter ac sperarat rem publicam se habentem cognovit. Namque diuturnitate externi mali tantum exarsit intestinum bellum ut numquam in pari periculo fuerit Carthago nisi cum deleta est. Primo mercennarii milites qui adversus Romanos fuerant desciverunt; quorum numerus erat XX milium. Hi totam abalienarunt Africam ipsam Carthaginem oppugnarunt. Quibus malis adeo sunt Poeni perterriti ut etiam auxilia ab Romanis petierint eaque impetrarint. Sed extremo cum prope iam ad desperationem pervenissent Hamilcarem imperatorem fecerunt. Is non solum hostis a muris Carthaginis removit cum amplius C milia facta essent armatorum sed etiam eo compulit ut locorum angustiis clausi plures fame quam ferro interirent. Omnia oppida abalienata in his Uticam atque Hipponem valentissima totius Africae restituit patriae. Neque eo fuit contentus sed etiam finis imperii propagavit tota Africa tantum otium reddidit ut nullum in ea bellum videretur multis annis fuisse.

Traduzione all'italiano


Però mentre arrivò a Cartagine, Amilcare rinvenì lo Stato in condizioni parecchio differenti da quanto aveva desiderato. Difatti per la durata della guerra esterna, iniziò una guerra civile tanto enorme che Cartagine mai si ritrovò ad essere in un rischio tale, se non quando venne devastata. Prima di tutto, si rivoltarono i militari mercenari, di cui si erano serviti contro i Romani ed il loro numero si aggirava a ventimila. Codesti invitarono alla rivolta tutta l'Africa e fecero un attacco alla medesima Cartagine. I Cartaginesi furono così distrutti da codesti ribaltamenti, che chiesero persino aiuti ai Romani e li ricevettero. Però alla fine, quando erano quasi ormai arrivati all’avvilimento, fecero Amilcare generale assoluto. Codesti non solo respinse gli avversari dalle mura di Cartagine, malgrado i militari venissero attaccati da più di centomila, anzi persino li riportò al punto che, serrati in posti molto stretti, perirono più per fame che per arma. Dominò alla patria tutte le città rivoltanti, fra codeste Utica ed Ippona, le più forti dell’intera Africa. E non si arrestò qua, bensì ingrandì persino i confini dell'impero; nell’intera Africa riportò tanta pace che sembrava che in questa non ci fosse stata nessuna guerra da parecchi anni.

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