Traduzione di Paragrafo 3 - Ritratto di Epaminonda (sezioni 1 - 4), Libro 15 (Epaminondas) di Nepote

Versione originale in latino


Ad hanc corporis firmitatem plura etiam animi bona accesserant. Erat enim modestus, prudens, gravis, temporibus sapienter utens; peritus belli, fortis manu, animo maximo; adeo veritatis diligens, ut ne ioco quidem mentiretur. Idem continens, clemens patiensque admirandum in modum, non solum populi, sed etiam amicorum ferens iniurias; in primis commissa celans, quod interdum non minus prodest quam diserte dicere, studiosus audiendi: ex hoc enim facillime disci arbitrabatur. Itaque cum in circulum venisset, in quo aut de re publica disputaretur aut de philosophia sermo haberetur, numquam inde prius discessit, quam ad finem sermo esset adductus. Paupertatem adeo facile perpessus est, ut de re publica nihil praeter gloriam ceperit. [...]

Traduzione all'italiano


A questa robustezza del corpo si erano aggiunte anche molte qualità dell'animo. Era infatti modesto, prudente, possente, un saggio sfruttattore del tempo; esperto di guerra, di man forte, dall'animo nobilissimo; a tal punto amante della verità, da non mentire neanche per gioco. (Fu) allo stesso tempo sobrio, clemente e paziente in modo ammirevole, tollerante non sono le offese del popolo ma anche quelle degli amici; (era uno) che nascondeva i segreti affidati, il che talvolta è non meno utile del parlare eloquentemente desideroso di ascoltare, (ed era) desideroso di ascoltare: riteneva infatti che da questo si imparava nella maniera più semplice. Perciò, essendo venuto in una riunione in cui o si discuteva dello Stato o si teneva un discorso di filosofia, da questa non andò mai via prima che la discussione fosse terminata. Sopportò così facilmente la povertà, che dallo Stato non ricevette nient'altro che gloria. [...]

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