Traduzione di Paragrafo 9, Libro 14 (Datame) di Nepote

Versione originale in latino


Rex, quod implacabile odium in Datamen susceperat, postquam bello eum opprimi non posse animadvertit, insidiis interficere studuit: quas ille plerasque vitavit. Nam, cum ei nuntiatum esset quosdam sibi insidiari, qui in amicorum erant numero, experiri voluit, verum falsumne sibi esset relatum. Itaque eo profectus est, in quo itinere futuras insidias dixerant. Sed elegit corpore ac statura simillimum sui eique vestitum suum dedit atque eo loco ire, quo ipse consuerat, iussit; ipse autem ornatu vestituque militari inter corporis custodes iter facere coepit. At insidiatores, postquam in eum locum agmen pervenit, decepti ordine atque vestitu impetum in eum faciunt, qui suppositus erat.
Praedixerat autem iis Datames, cum quibus iter faciebat, ut parati essent facere, quod ipsum vidissent. Ipse, ut concurrentes insidiatores animum advertit, tela in eos coniecit. Hoc idem cum universi fecissent, priusquam pervenirent ad eum, quem aggredi volebant, confixi conciderunt.

Traduzione all'italiano


Il re ,avendo nutrito un odio spietato verso Datame,in seguito che comprese che lui non era in grado di batterlo in guerra,tentò di farlo ammazzare in un assalto: che questo riuscì parecchie volte a schivare.Difatti, essendo stato informato di ciò ,che gli ponevano trappole alcuni che erano considerati amici, volle provare se gli fosse stato detto il vero o il falso. Perciò si diresse lì dove era stato proferito che ci sarebbe stato l’assalto.Però mandò un servo molto simile di apparenza e di altezza a sé e gli porse il suo abito e gli comandò di girovagare là dove lui stesso era usuale andare; il medesimo, iniziò a passeggiare con l'abito e gli emblemi di militare fra le guardie del corpo.Però gli assassini, in seguito che lo squadrone arrivò in quella zona,elusi dal comportamento e dal vestiario,fanno l'agguato contro quello che fu sottoposto.

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