Traduzione di Paragrafo 10, Libro 14 (Datame) di Nepote

Versione originale in latino


Hic tamen tam callidus vir extremo tempore captus est Mithridatis Ariobarzanis filii dolo. Namque is pollicitus est regi se eum interfecturum si ei rex permitteret ut quodcumque vellet liceret impune facere fidemque de ea re more Persarum dextra dedisset. Hanc ut accepit a rege missam copias parat et absens amicitiam cum Datame facit; regis provincias vexat castella expugnat magnas praedas capit quarum partim suis dispertit partim ad Datamen mittit; pari modo complura castella ei tradit. Haec diu faciendo persuasit homini se infinitum adversus regem suscepisse bellum cum nihilo magis ne quam suspicionem illi praeberet insidiarum neque colloquium eius petivit neque in conspectum venire studuit. Sic absens amicitiam gerebat ut non beneficiis mutuis sed communi odio quod erga regem susceperant contineri viderentur.

Traduzione all'italiano


Anche codesto uomo tanto furbo infine cadde vittima del tranello di Mitridate, figlio di Ariobarzane. Difatti codesti promise al re che avrebbe ucciso Datáme se il re gli lasciasse svolgere liberamente tutto quello che volesse e gliene avesse consegnate la sicurezza, secondo la tradizione dei Persiani, con la stretta di mano. Quando ottenne questa promessa datela al sovrano, alleste le truppe e da distante stringe amicizia con Datáme: distrugge le province del sovrano, conquista città fortificate, fa grandi vittime, di cui una porzione da ai suoi uomini, una porzione manda a Datame: alla medesima maniera gli da molte città fortificate. Agendo per parecchio tempo in questo modo, convinse l'uomo di aver iniziato una guerra ad oltranza verso il sovrano; ma senza, per non destare in lui sospetti, che per questo gli domando un appuntamento o cercasse di venire dinnanzi a lui. Gestiva codesta alleanza da distante in maniera tale che sembrassero uniti non da reciproci appoggi, però dal comune disprezzo che avevano maturato verso il sovrano.

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