Traduzione di Versi 342 - 366, Libro 2 di Lucrezio

Versione originale in latino


Praeterea genus humanum mutaeque natantes
squamigerum pecudes et laeta armenta feraeque
et variae volucres, laetantia quae loca aquarum
concelebrant circum ripas fontisque lacusque,
et quae pervolgant nemora avia pervolitantes,
quorum unum quidvis generatim sumere perge;
invenies tamen inter se differre figuris.
nec ratione alia proles cognoscere matrem
nec mater posset prolem; quod posse videmus
nec minus atque homines inter se nota cluere.
nam saepe ante deum vitulus delubra decora
turicremas propter mactatus concidit aras
sanguinis expirans calidum de pectore flumen;
at mater viridis saltus orbata peragrans
novit humi pedibus vestigia pressa bisulcis,
omnia convisens oculis loca, si queat usquam
conspicere amissum fetum, completque querellis
frondiferum nemus adsistens et crebra revisit
ad stabulum desiderio perfixa iuvenci,
nec tenerae salices atque herbae rore vigentes
fluminaque ulla queunt summis labentia ripis
oblectare animum subitamque avertere curam,
nec vitulorum aliae species per pabula laeta
derivare queunt animum curaque levare;
usque adeo quiddam proprium notumque requirit.

Traduzione all'italiano


(Considera) inoltre il genere umano e i branchi di pesci che nuotano, squamosi, e gli armenti prosperosi e le fiere e i diversi volatili, che affollano le ridenti acque intorno a rive, a sorgenti e ai laghi, che volano attraverso i boschi impervi, dei quali uno a uno avviati a considerare razza per razza, tuttavia tra loro li troverai differire nell’aspetto. Né in un altro modo la prole può riconoscere la madre, né la madre la prole; vediamo che possono ciò e non meno degli uomini tra loro si riconoscono (bene). Infatti spesso davanti ai templi fastosi degli dei un vitello cade immolato presso gli altari fumanti di incenso, esalando dal petto un caldo fiume di sangue. Ma la madre, privata (del figlio), saltando per le verdi valli riconosce per terra le impronte lasciate dai bifidi piedi, guardando con gli occhi tutti i luoghi, se possa vedere mai il figlio perduto, e riempie con lamenti il bosco frondoso e, ferma, di continuo guarda alla stalla straziata dal dolore del vitello, né i teneri salici né le erbe vivificate dalla rugiada, né quei fiumi scorrenti da somme rive possono distrarre lo spirito e allontanare l’affanno improvviso, né la vista di altri vitelli per i pascoli lieti può distrarre l’animo e sollevarla dall’affanno. A tal punto (ciascuno) ricerca qualcosa di proprio e di noto (= che conosce).

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