Traduzione di Paragrafo 15, Libro 9 di Livio

Versione originale in latino


Dimissa contione consilium habitum omnibusne copiis Luceriam premerent an altero exercitu et duce Apuli circa, gens dubiae ad id voluntatis, temptarentur. Publilius consul ad peragrandam profectus Apuliam aliquot expeditione una populos aut vi subegit aut condicionibus in societatem accepit. Papirio quoque, qui obsessor Luceriae restiterat, brevi ad spem eventus respondit; nam insessis omnibus viis per quas commeatus ex Samnio subvehebantur, fame domiti Samnites qui Luceriae in praesidio erant legatos misere ad consulem Romanum, ut receptis equitibus qui causa belli essent absisteret obsidione. Iis Papirius ita respondit debuisse eos Pontium Herenni filium, quo auctore Romanos sub iugum misissent, consulere quid victis patiendum censeret; ceterum quoniam ab hostibus in se aequa statui quam in se ipsi ferre maluerint, nuntiare Luceriam iussit arma, sarcinas, iumenta, multitudinem omnem imbellem intra moenia relinquerent; militem se cum singulis vestimentis sub iugum missurum, ulciscentem inlatam, non novam inferentem ignominiam. Nihil recusatum. Septem milia militum sub iugum missa praedaque ingens Luceriae capta, receptis omnibus signis armisque quae ad Caudium amissa erant et, quod omnia superabat gaudia, equitibus reciperatis quos pignora pacis custodiendos Luceriam Samnites dederant. Haud ferme alia mutatione subita rerum clarior victoria populi Romani est, si quidem etiam, quod quibusdam in annalibus invenio, Pontius Herenni filius, Samnitium imperator, ut expiaret consulum ignominiam, sub iugum cum ceteris est missus. Ceterum id minus miror obscurum esse de hostium duce dedito missoque; id magis mirabile est ambigi Luciusne Cornelius dictator cum L. Papirio Cursore magistro equitum eas res ad Caudium atque inde Luceriam gesserit ultorque unicus Romanae ignominiae haud sciam an iustissimo triumpho ad eam aetatem secundum Furium Camillum triumphaverit an consulum - Papirique praecipuum - id decus sit. Sequitur hunc errorem alius error Cursorne Papirius proximis comitiis cum Q. Aulio Cerretano iterum ob rem bene gestam Luceriae continuato magistratu consul tertium creatus sit an L. Papirius Mugillanus et in cognomine erratum sit.

Traduzione all'italiano


Tolta l'assemblea, venne convocato un consiglio per stabilire se si dovesse aggredire Luceria con tutte le forze, oppure inviare nei dintorni uno degli eserciti consolari col comandante al fine di sondare le intenzioni degli Apuli, la cui posizione era ancora incerta. Il console Publilio, partito per una missione di perlustrazione attraverso l'Apulia, con una sola spedizione sottomise alcune popolazioni con l'uso della forza, mentre altre le accolse con patti all'interno della coalizione romana. Anche per Papirio, che si era fermato ad assediare Luceria, l'esito degli eventi fu in breve commisurato alle speranze. Infatti, dato che tutte le strade attraverso le quali arrivavano i rifornimenti dal Sannio erano bloccate, i Sanniti che erano di guarnigione a Luceria, vinti dalla fame, inviarono degli ambasciatori al console romano, invitandolo ad abbandonare l'assedio, una volta riavuti i cavalieri che erano la causa del conflitto. Papirio rispose loro che, circa il trattamento da riservarsi agli sconfitti, avrebbero dovuto andare a consultarsi con Ponzio figlio di Erennio, l'uomo che li aveva convinti a far passare i Romani sotto il giogo. Ma visto che preferivano farsi imporre delle condizioni giuste dai nemici piuttosto che proporne essi stessi, ordinò di comunicare a Luceria che venissero lasciati all'interno delle mura le armi, i bagagli, le bestie da trasporto e l'intera popolazione civile. Quanto ai soldati, li avrebbe fatti passare sotto il giogo con un solo indumento addosso, più per vendicare l'umiliazione subita che per infliggerne una nuova. Non venne respinta alcuna delle condizioni. A passare sotto il giogo furono in 7.000 soldati, mentre a Luceria venne rastrellato un ingente bottino. Tutte le insegne e le armi perdute a Caudio vennero riprese, e - gioia questa superiore a ogni altra - furono recuperati i cavalieri consegnati dai Sanniti affinché venissero custoditi a Luceria come pegno di pace. Con quell'improvviso ribaltamento di fatti, nessuna vittoria del popolo romano fu più splendida, e ancor di più se poi è vero quanto ho trovato presso alcuni annalisti, e cioè che Ponzio figlio di Erennio, comandante in capo dei Sanniti, venne fatto passare sotto il giogo insieme agli altri, affinché espiasse l'umiliazione inflitta ai consoli. Il fatto che non sia certo se anche il comandante nemico sia stato consegnato e fatto passare sotto il giogo non mi sorprende troppo: è molto strano invece che persistano incertezze se quella campagna a Caudio e quindi a Luceria l'abbia condotta il dittatore Lucio Cornelio con Lucio Papirio Cursore in qualità di maestro di cavalleria, e Lucio Cornelio abbia trionfato, unico vendicatore dell'ignominia inflitta ai Romani, con il trionfo che ritengo probabilmente il più giusto fino a quei giorni dai tempi di Furio Camillo, oppure se quell'onore sia da ascrivere ai consoli e in particolare a Papirio. Ma a questo dubbio ne tiene dietro un altro: se cioè nelle successive elezioni sia stato eletto console per la terza volta Papirio Cursore (insieme a Quinto Aulo Cerretano console per la seconda volta), a séguito di un rinnovamento della carica per la vittoria ottenuta a Luceria, oppure Lucio Papirio Mugillano, e l'errore si sia verificato nella trascrizione del nome.