Traduzione di Paragrafo 22, Libro 8 di Livio

Versione originale in latino


Secutus est annus nulla re belli domive insignis, P. Plautio Proculo P. Cornelio Scapula consulibus, praeterquam quod Fregellas Segninorum is ager, deinde Volscorum fuerat colonia deducta et populo visceratio data a M. Flavio in funere matris. Erant qui per speciem honorandae parentis meritam mercedem populo solutam interpretarentur, quod eum die dicta ab aedilibus crimine stupratae matrisfamiliae absolvisset. Data visceratio in praeteritam iudicii gratiam honoris etiam ei causa fuit tribunatuque plebei proximis comitiis absens petentibus praefertur. Palaepolis fuit haud procul inde ubi nunc Neapolis sita est; duabus urbibus populus idem habitabat. Cumis erant oriundi; Cumani Chalcide Euboica originem trahunt. Classe, qua advecti ab domo fuerant, multum in ora maris eius quod accolunt potuere, primo [in] insulas Aenariam et Pithecusas egressi, deinde in continentem ausi sedes transferre. Haec civitas cum suis viribus tum Samnitium infidae adversus Romanos societati freta, sive pestilentiae quae Romanam urbem adorta nuntiabatur fidens, multa hostilia adversus Romanos agrum Campanum Falernumque incolentes fecit. Igitur L. Cornelio Lentulo Q. Publilio Philone iterum consulibus, fetialibus Palaepolim ad res repetendas missis cum relatum esset a Graecis, gente lingua magis strenua quam factis, ferox responsum, ex auctoritate patrum populus Palaepolitanis bellum fieri iussit. Inter consules provinciis comparatis bello Graeci persequendi Publilio evenerunt; Cornelius altero exercitu Samnitibus, si qua se moverent, oppositus fama autem erat defectioni Campanorum imminentes admoturos castra ; ibi optimum visum Cornelio stativa habere.

Traduzione all'italiano


L'anno seguente, quando erano consoli Publio Plauzio Proculo e Publio Cornelio Scapula, non si segnalò per alcun episodio di natura militare o civile, salvo il fatto che fu inviata una colonia a Fregelle (in una zona appartenuta agli abitanti di Signia e poi passata ai Volsci) e che Marco Flavio, durante il funerale della madre, distribuì gratuitamente della carne al popolo. Alcuni pensarono che, con il pretesto di onorare la madre, Flavio avesse pagato una ricompensa dovuta al popolo che lo aveva assolto quando, citato in giudizio dagli edili, era stato accusato di aver violato una madre di famiglia. La distribuzione gratuita di carne offerta come ringraziamento per quella sentenza fu per lui anche motivo di onore. E nelle successive elezioni, pur assente, venne preferito come tribuno della plebe a quelli che avevano presentato la candidatura. Non lontano dal punto in cui oggi si trova Napoli sorgeva una città di nome Paleopoli; i due centri erano abitati da uno stesso popolo. Si trattava di oriundi di Cuma; i Cumani traggono origine da Calcide in Eubea. Grazie alla flotta con la quale erano arrivati dalla loro terra, divennero molto potenti lungo la costa del mare dove ora vivono. In un primo tempo sbarcarono a Ischia e nelle Pitecuse, poi si avventurarono a trasferire la loro sede sulla terraferma. La popolazione di Paleopoli, contando sia sulle proprie forze sia sulla slealtà dimostrata dai Sanniti nei confronti degli alleati Romani, o forse confidando nel-l'epidemia che, secondo le notizie, aveva assalito Roma, commise numerosi atti ostili nei confronti dei Romani residenti nell'agro Campano e Falerno. Così, durante il consolato di Lucio Cornelio Lentulo e Quinto Publilio Filone (eletto per la seconda volta), vennero inviati a Paleopoli i feziali per chiedere soddisfazione. Al ritorno i feziali riferirono di una risposta durissima da parte dei Greci (gente più valida a parole che a fatti): perciò, su proposta dei senatori, il popolo dichiarò guerra ai Paleopolitani. I consoli si divisero gli incarichi e la guerra contro i Greci toccò a Publilio. Cornelio, con un altro esercito, ricevette disposizione di andare a fronteggiare i Sanniti, nel caso in cui avessero preso qualche iniziativa militare. Ma poiché correva voce che essi si sarebbero messi in movimento in concomitanza con l'attesa defezione dei Campani, Cornelio ritenne che la cosa migliore da farsi fosse di accamparsi stabilmente in zona.