Traduzione di Paragrafo 33, Libro 5 di Livio

Versione originale in latino


Expulso cive quo manente, si quicquam humanorum certi est, capi Roma non potuerat, adventante fatali urbi clade legati ab Clusinis veniunt auxilium adversus Gallos petentes. Eam gentem traditur fama dulcedine frugum maximeque vini nova tum voluptate captam Alpes transisse agrosque ab Etruscis ante cultos possedisse; et invexisse in Galliam vinum inliciendae gentis causa Arruntem Clusinum ira corruptae uxoris ab Lucumone cui tutor is fuerat, praepotente iuvene et a quo expeti poenae, nisi externa vis quaesita esset, nequirent; hunc transeuntibus Alpes ducem auctoremque Clusium oppugnandi fuisse. Equidem haud abnuerim Clusium Gallos ab Arrunte seu quo alio Clusino adductos; sed eos qui oppugnaverint Clusium non fuisse qui primi Alpes transierint satis constat. Ducentis quippe annis ante quam Clusium oppugnarent urbemque Romam caperent, in Italiam Galli transcenderunt; nec cum his primum Etruscorum sed multo ante cum iis qui inter Appenninum Alpesque incolebant saepe exercitus Gallici pugnavere. Tuscorum ante Romanum imperium late terra marique opes patuere. Mari supero inferoque quibus Italia insulae modo cingitur, quantum potuerint nomina sunt argumento, quod alterum Tuscum communi vocabulo gentis, alterum Hadriaticum [mare] ab Hatria, Tuscorum colonia, vocavere Italicae gentes, Graeci eadem Tyrrhenum atque Adriaticum vocant. Ei in utrumque mare vergentes incoluere urbibus duodenis terras, prius cis Appenninum ad inferum mare, postea trans Appenninum totidem, quot capita originis erant, coloniis missis, quae trans Padum omnia loca, - excepto Venetorum angulo qui sinum circumcolunt maris, - usque ad Alpes tenuere. Alpinis quoque ea gentibus haud dubie origo est, maxime Raetis, quos loca ipsa efferarunt ne quid ex antiquo praeter sonum linguae nec eum incorruptum retinerent.

Traduzione all'italiano


Una volta espulso quel cittadino la cui presenza, se qualcosa di questa vita può mai dirsi certo, avrebbe impedito la presa di Roma, proprio mentre il giorno della catastrofe si faceva sempre più vicino, da Chiusi arrivarono degli ambasciatori a chiedere aiuti contro i Galli. Tradizione vuole che questa gente, attratta dalla dolcezza delle messi e soprattutto del vino - di cui allora non conoscevano il piacere -, abbia attraversato le Alpi e si sia stanziata nelle terre un tempo coltivate dagli Etruschi. A inviare quel vino in Gallia sarebbe stato Arrunte di Chiusi col preciso intento di attirarne la popolazione per vendicarsi di Lucumone che gli aveva sedotto la moglie, non ostante ne fosse stato il tutore. E Lucumone era un giovane così potente che costringerlo a pagare per le sue colpe era impossibile senza ricorrere a un aiuto esterno. Pare quindi che fu Arrunte a guidare i Galli attraverso le Alpi e a suggerire loro di attaccare Chiusi. Io non voglio certo negare che i Galli siano stati portati a Chiusi da Arrunte o da qualche suo concittadino: ma è ormai assodato che i primi a valicare le Alpi non furono quei Galli protagonisti dell'assedio di Chiusi. Infatti i Galli erano scesi in Italia duecento anni prima dell'assedio di Chiusi e della presa di Roma e non furono gli abitanti di Chiusi i primi Etruschi contro i quali i Galli combatterono, perché molto tempo prima i loro eserciti si scontrarono numerose volte con gli Etruschi che abitavano tra le Alpi e gli Appennini. Prima dell'egemonia romana, la potenza etrusca si estendeva largamente per terra e per mare. Per comprendere le reali dimensioni di questo dominio sui due mari che cingono a nord e a sud l'Italia rendendola simile a un'isola, basta guardare ai nomi con i quali li si designa: le popolazioni italiche, infatti, chiamarono l'uno Mare Etrusco e l'altro Atriatico dalla colonia etrusca di Atria. I Greci li chiamano invece Tirreno e Adriatico. Gli Etruschi si stabilirono nelle terre situate lungo i litorali di entrambi i mari in gruppi di dodici città, prima al di qua dell'Appennino verso il Mare Tirreno, poi mandando oltre l'Appennino altrettante colonie quante erano i ceppi d'origine, ed esse andarono ad occupare tutta la zona situata al di là del Po fino alle Alpi, eccetto l'angolo di costa adriatica abitato dai Veneti. Anche alcune popolazioni alpine sono di origine etrusca, soprattutto i Reti che, inselvatichitisi per la natura stessa dei luoghi, non hanno conservato quasi nessuna delle caratteristiche antiche, salvo forse l'inflessione della parlata, e neppure questa priva di contaminazioni.