Traduzione di Paragrafo 3, Libro 5 di Livio

Versione originale in latino


Is tum iam non promptus ingenio tantum, sed usu etiam exercitatus, talem orationem habuit: "si unquam dubitatum est, Quirites, utrum tribuni plebis vestra an sua causa seditionum semper auctores fuerint, id ego hoc anno desisse dubitari certum habeo; et cum laetor tandem longi erroris vobis finem factum esse, tum, quod secundis potissimum vestris rebus hic error est sublatus, et vobis et propter vos rei publicae gratulor. An est quisquam qui dubitet nullis iniuriis vestris, si quae forte aliquando fuerunt, unquam aeque quam munere patrum in plebem, cum aera militantibus constituta sunt, tribunos plebis offensos ac concitatos esse? Quid illos aliud aut tum timuisse creditis aut hodie turbare velle nisi concordiam ordinum, quam dissolvendae maxime tribuniciae potestatis rentur esse? Sic hercule, tamquam artifices improbi, opus quaerunt qui [et] semper aegri aliquid esse in re publica volunt, ut sit ad cuius curationem a vobis adhibeantur. Utrum enim defenditis an impugnatis plebem? Utrum militantium adversarii estis an causam agitis? Nisi forte hoc dicitis: "quidquid patres faciunt displicet, sive illud pro plebe sive contra plebem est," et quemadmodum servis suis vetant domini quicquam rei cum alienis hominibus esse pariterque in iis beneficio ac maleficio abstineri aequum censent, sic vos interdicitis patribus commercio plebis, ne nos comitate ac munificentia nostra provocemus plebem, nec plebs nobis dicto audiens atque oboediens sit. Quanto tandem, si quicquam in vobis, non dico civilis, sed humani esset, favere vos magis et quantum in vobis esset indulgere potius comitati patrum atque obsequio plebis oportuit? Quae si perpetua concordia sit, quis non spondere ausit maximum hoc imperium inter finitimos brevi futurum esse?

Traduzione all'italiano


E in quella circostanza Appio Claudio, non solo pronto d'ingegno ma anche ricco di esperienza, pronunciò un discorso di questo tenore: "Se si è mai dubitato, o Quiriti, che i tribuni della plebe abbiano scatenato disordini in nome dei vostri o dei loro interessi, io ho la certezza che quest'anno abbiamo smesso di nutrire perplessità del genere. E se da un lato mi compiaccio che abbiate posto fine a un errore durato tanto a lungo, dall'altro, siccome si è arrivati a eliminarlo in un momento che vi è particolarmente propizio, mi congratulo anche con voi e grazie a voi con la repubblica. Oppure c'è qualcuno che potrebbe dubitare che i tribuni della plebe non siano mai stati tanto in fermento e tanto sdegnati da ingiustizie commesse nei vostri confronti - se mai ne sono state commesse - quanto della liberalità dei patrizi verso la plebe il giorno in cui venne concesso uno stipendio fisso ai soldati? Cos'altro credete che i tribuni temessero allora o intendano oggi sconvolgere se non l'armonia tra le classi, che essi ritengono serva soprattutto ad abbattere il potere tribunizio? Così, per Ercole, come se fossero dei medici da strapazzo, costoro vanno in giro a cercare lavoro, vogliono che nel paese ci sia sempre qualche malanno, perché voi li facciate intervenire nella speranza di trovarne la cura. Ma voi tribuni la plebe la difendete o la osteggiate? Siete contro i soldati o ne sostenete la causa? A meno che non diciate: "qualunque cosa facciano i patrizi, non è di vostro gradimento, sia che la facciano a favore o contro la plebe", e come i padroni impediscono ai propri schiavi di avere rapporti con estranei e ritengono giusto evitare nei loro confronti tanto di fare del bene quanto del male, allo stesso modo voi impediate ai patrizi di avere rapporti con la plebe, per evitare che noi nobili se ne possa guadagnare il consenso con la liberalità e la munificenza, e che la plebe si dimostri arrendevole o obbediente alle nostre parole. E infine, se in voi ci fosse non dico del senso civico, ma un briciolo di umanità, non sarebbe stato meglio favorire e, per quanto vi è possibile, assecondare la liberalità dei patrizi e l'obbedienza della plebe? Se la concordia durasse in eterno, chi non se la sentirebbe di garantire che questo paese diventerà in breve tempo il più potente tra quelli dei dintorni?