Traduzione di Paragrafo 17, Libro 5 di Livio

Versione originale in latino


Ingens inde haberi captivus vates coeptus, eumque adhibere tribuni militum Cornelius Postumiusque ad prodigii Albani procurationem ac deos rite placandos coepere; inventumque tandem est ubi neglectas caerimonias intermissumve sollemne di arguerent: nihil profecto aliud esse quam magistratus vitio creatos Latinas sacrumque in Albano monte non rite concepisse; unam expiationem eorum esse ut tribuni militum abdicarent se magistratu, auspicia de integro repeterentur et interregnum iniretur. Ea ita facta sunt ex senatus consulto. Interreges tres deinceps fuere, L. Valerius, Q. Servilius Fidenas, M. Furius Camillus. Nunquam desitum interim turbari, comitia interpellantibus tribunis plebis donec convenisset prius ut maior pars tribunorum militum ex plebe crearetur. Quae dum aguntur, concilia Etruriae ad fanum Voltumnae habita, postulantibusque Capenatibus ac Faliscis ut Veios communi animo consilioque omnes Etruriae populi ex obsidione eriperent, responsum est antea se id Veientibus negasse quia unde consilium non petissent super tanta re auxilium petere non deberent; nunc iam pro se fortunam suam illis negare. Maxima iam in parte Etruriae gentem invisitatam, novos accolas [Gallos] esse, cum quibus nec pax satis fida nec bellum pro certo sit. Sanguini tamen nominique et praesentibus periculis consanguineorum id dari ut si qui iuventutis suae voluntate ad id bellum eant non impediant. Eum magnum advenisse hostium numerum fama Romae erat, eoque mitescere discordiae intestinae metu communi, ut fit, coeptae.

Traduzione all'italiano


Da quel momento l'aruspice prigioniero cominciò a essere tenuto in grande considerazione e i tribuni militari Cornelio e Postumio iniziarono a servirsi di lui sia in vista della purificazione per il prodigio del lago Albano sia per ingraziarsi il favore degli dèi attenendosi alla liturgia prestabilita. E finalmente si scoprì in quale punto gli dèi ritenessero trascurate le cerimonie o quale rito solenne non fosse stato celebrato. Si trattava di nient'altro che questo: i magistrati eletti con qualche vizio di procedura non si erano attenuti scrupolosamente alle procedure nel bandire le Ferie latine e il sacrificio sul monte Albano. Il rimedio contro questa duplice violazione era uno solo: i tribuni militari dovevano rinunciare all'incarico, gli auspici andavano ricominciati da capo e era necessario un periodo di interregno. Questi provvedimenti vennero messi in pratica a séguito di un decreto del senato. I tre interré che si succedettero furono Lucio Valerio, Quinto Servilio Fidenate e Marco Furio Camillo. Durante tutto quel periodo si passò da un disordine all'altro perché i tribuni della plebe impedirono lo svolgimento delle elezioni sostenendo che avrebbero mantenuto il blocco fino a quando non ci si accordasse circa i tribuni militari: la maggior parte di essi doveva venir scelta all'interno della plebe. Mentre a Roma succedevano questi fatti, le genti di ceppo etrusco si riunirono in assemblea plenaria presso il tempio di Voltumna. Durante la seduta, Falisci e Capenati proposero che tutti i popoli etruschi unissero forze e strategie per liberare Veio dall'assedio. I convenuti risposero però che una collaborazione del genere in passato non era stata concessa ai Veienti, solo perché questi ultimi non avevano il diritto di chiedere aiuto dopo aver rifiutato di chiedere consigli su una questione di tale importanza. E adesso la penosa situazione in cui versava l'Etruria era un argomento sufficiente per dire di no. Infatti in quella parte dell'Etruria era adesso stanziata una stirpe mai vista prima, dei nuovi vicini, i Galli, con i quali non c'erano né pace sicura né guerra aperta. Ciò non ostante, dati i pericoli in vista e i legami di parentela e di nome con i propri consanguinei, se c'era qualche giovane tra di loro che voleva prendere spontaneamente parte a quel conflitto, nessuno glielo avrebbe impedito. A Roma giunse la notizia che quei nemici erano arrivati in gran numero. Perciò, come spesso succede in simili stati di allarme per tutta la comunità, le discordie civili cominciarono a mitigarsi.