Traduzione di Paragrafo 61, Libro 4 di Livio

Versione originale in latino


Fuere autem tribuni T. Quinctius Capitolinus Q. Quinctius Cincinnatus C. Iulius Iulus iterum A. Manlius L. Furius Medullinus tertium M". Aemilius Mamercus. Ab iis primum circumsessi Veii sunt; sub cuius initium obsidionis cum Etruscorum concilium ad fanum voltumnae frequenter habitum esset, parum constitit bellone publico gentis universae tuendi Veientes essent. Ea oppugnatio segnior insequenti anno fuit, parte tribunorum exercitusque ad Volscum avocata bellum. Tribunos militum consulari potestate is annus habuit C. Valerium Potitum tertium M". Sergium Fidenatem P. Cornelium Maluginensem Cn. Cornelium Cossum C. Fabium Ambustum Sp. Nautium Rutulum iterum. Cum Volscis inter Ferentinum atque Ecetram signis conlatis dimicatum; Romanis secunda fortuna pugnae fuit. Artena inde, Volscorum oppidum, ab tribunis obsideri coepta. Inde inter eruptionem temptatam compulso in urbem hoste, occasio data est Romanis inrumpendi, praeterque arcem cetera capta; in arcem munitam natura globus armatorum concessit; infra arcem caesi captique multi mortales. Arx deinde obsidebatur; nec aut vi capi poterat, quia pro spatio loci satis praesidii habebat, aut spem dabat deditionis, omni publico frumento priusquam urbs caperetur in arcem convecto; taedioque recessum inde foret ni servus arcem Romanis prodidisset. Ab eo milites per locum arduum accepti cepere; a quibus cum custodes trucidarentur, cetera multitudo repentino pavore oppressa in deditionem venit. Diruta et arce et urbe Artena, reductae legiones ex Volscis, omnisque vis Romana Veios conversa est. Proditori praeter libertatem duarum familiarum bona in praemium data; Servius Romanus vocitatus. Sunt qui Artenam Veientium, non Volscorum fuisse credant. Praebet errorem quod eiusdem nominis urbs inter Caere atque Veios fuit; sed eam reges Romani delevere, Caeretumque, non Veientium fuerat; altera haec nomine eodem in Volsco agro fuit, cuius excidium est dictum.

Traduzione all'italiano


I tribuni erano Tito Quinzio Capitolino, Quinto Quinzio Cincinnato, Gaio Giulio Iulo, al secondo mandato, Aulo Manlio, Lucio Furio Medullino, al terzo, e Manio Emilio Mamerco. Furono loro i primi ad assediare Veio. All’inizio di questo assedio gli Etruschi tennero un’affollata assemblea presso il tempio di Voltumna, ma non riuscirono a decidere se tutte le genti etrusche dovessero entrare in guerra accanto ai Veienti. Nell’anno successivo l’assedio divenne più fiacco perché parte dei tribuni e dell’esercito venne richiamata dalla guerra contro i Volsci. Quell’anno ebbe come tribuni militari con potere consolare Gaio Valerio Potito, per la terza volta, Manio Sergio Fidenate, Publio Cornelio Maluginense, Gneo Cornelio Cosso, Gaio Fabio Ambusto e Spurio Nauzio Rutilio, al suo secondo mandato. Coi Volsci ci fu una battaglia campale presso Ferentino ed Ecetra, nella quale i Romani ebbero la meglio. Poi i tribuni cominciarono ad assediare Artena, città dei Volsci. Quindi, ricacciato in città il nemico che tentava una sortita, i Romani ebbero l’opportunità di fare irruzione e occuparono tutto, tranne la rocca. In essa, trattandosi di una fortificazione naturale, si era asserragliato un gruppo di armati, mentre in basso molti furono uccisi o fatti prigionieri. Ebbe inizio l’assedio, ma non si poteva espugnarla perché il presidio era più che sufficiente, data la ristrettezza del luogo; né si poteva sperare nella resa, visto che l’intera scorta pubblica di grano era stata portata all’interno della rocca prima che la città cadesse. Stanchi di non venirne a capo, i Romani avrebbero rinunciato, se un servo traditore non avesse consegnato loro la fortezza. Questi fece infatti entrare da un passaggio scosceso i soldati che la conquistarono. Dopo che le sentinelle caddero sotto i colpi, tutti gli altri, in preda al panico, si arresero. Rase al suolo la città e la rocca di Artena, le legioni furono richiamate dal territorio dei Volsci e tutte le forze romane furono concentrate su Veio. Allo schiavo traditore, oltre alla libertà, furono dati in premio i beni di due famiglie e gli fu attribuito il nome di Servio Romano. Alcuni sostengono che Artena appartenesse ai Veienti e non ai Volsci. L’errore è dovuto al fatto che tra Cere e Veio esisteva una città con lo stesso nome. Solo che quell’Artena, che poi era dei Ceretani e non dei Veienti, l’avevano già distrutta i re romani; quest’altra con lo stesso nome, della cui distruzione si è appena detto, si trovava nel territorio dei Volsci.