Traduzione di Paragrafo 55, Libro 4 di Livio

Versione originale in latino


Sed nulla erat consularis actio quam impediendo id quod petebant exprimerent, cum mira opportunitate Volscos et Aequos praedatum extra fines exisse in agrum Latinum Hernicumque adfertur. Ad quod bellum ubi ex senatus consulto consules dilectum habere occipiunt, obstare tunc enixe tribuni, sibi plebique eam fortunam oblatam memorantes. Tres erant, et omnes acerrimi viri generosique iam, ut inter plebeios. Duo singuli singulos sibi consules adservandos adsidua opera desumunt; uni contionibus data nunc detinenda, nunc concienda plebs. Nec dilectum consules nec comitia quae petebant tribuni expediebant. Inclinante deinde se fortuna ad causam plebis, nuntii veniunt arcem Carventanam, dilapsis ad praedam militibus qui in praesidio erant, Aequos interfectis paucis custodibus arcis invasisse; alios recurrentes in arcem, alios palantes in agris caesos. Ea adversa civitati res vires tribuniciae actioni adiecit. Nequiquam enim temptati ut tum denique desisterent impediendo bello, postquam non cessere nec publicae tempestati nec suae invidiae, pervincunt ut senatus consultum fiat de tribunis militum creandis, certo tamen pacto ne cuius ratio haberetur qui eo anno tribunus plebis esset, neve quis reficeretur in annum tribunus plebis, haud dubie Icilios denotante senatu, quos mercedem seditiosi tribunatus petere consulatum insimulabant. Tum dilectus haberi bellumque omnium ordinum consensu apparari coeptum. Consules ambo profecti sint ad arcem Carventanam, an alter ad comitia habenda substiterit, incertum diversi auctores faciunt; illa pro certo habenda, in quibus non dissentiunt, ab arce Carventana, cum diu nequiquam oppugnata esset, recessum, verruginem in Volscis eodem exercitu receptam, populationesque et praedas et in Aequis et in Volsco agro ingentes factas.

Traduzione all'italiano


Tra le iniziative dei consoli non ce n’era nemmeno una che i tribuni potessero bloccare per realizzare ciò che desideravano. Ma all’improvviso, per uno straordinario colpo di fortuna, arrivò la notizia che Volsci ed Equi avevano sconfinato in territorio latino ed ernico per compiervi razzie. Quando, per decreto senatoriale, i consoli avviarono le operazioni di arruolamento in vista della guerra, i tribuni si opposero con tutte le proprie forze, dicendo che quello era un colpo di fortuna per loro e per la plebe. Erano tutti e tre uomini agguerriti e ormai di stirpe nobile, benché appartenessero alla plebe. Due di loro si assunsero il còmpito di tenere sotto costante controllo i consoli, uno per ciascuno. Al terzo venne affidato l’incarico di trattenere o di aizzare la plebe a seconda delle circostanze. Così né i consoli riuscivano a realizzare la leva, né i tribuni a ottenere le elezioni desiderate. E quando ormai la fortuna stava pendendo dalla parte della plebe, arrivarono messaggeri ad annunciare che, mentre i soldati di presidio alla cittadella di Carvento si erano disseminati a far prede nei dintorni, gli Equi avevano conquistato la rocca dopo aver eliminato i pochi uomini rimasti di guardia; alcuni poi erano stati uccisi mentre rientravano nella fortezza, altri ancora dispersi nelle campagne. La sciagura toccata alla città aggiunse forza all’azione dei tribuni. Infatti, inutilmente pregati di cessare la loro opposizione alla guerra, non cedettero né di fronte al pericolo che minacciava il paese, né di fronte all’odio che si attiravano, così ottennero che il senato decretasse l’elezione di tribuni militari, con la condizione che non venissero computati i voti dati a chi in quell’anno era tribuno della plebe e che nessun tribuno della plebe fosse riconfermato per l’anno seguente. Era evidente che in tal modo il senato voleva prendere di mira gli Icili, accusati di aspirare al consolato come ricompensa per il loro sedizioso tribunato. Allora, con il consenso di tutti gli ordini si dette inizio alla leva e ai preparativi bellici. Non è chiaro, e fonti discordano, se entrambi i consoli partirono per la rocca di Carvento, oppure se uno rimase per presiedere ai comizi. Di una cosa si può essere sicuri, perché non esiste voce di dissenso: dopo un lungo e inutile assedio, ci si ritirò dalla rocca di Carvento e con lo stesso esercito si riconquistò Verrugine nel territorio dei Volsci, e poi vennero devastate le campagne degli Equi e dei Volsci.