Traduzione di Paragrafo 36, Libro 4 di Livio

Versione originale in latino


Huius generis orationes cum adsensu auditae incitavere quosdam ad petendum tribunatum militum, alium alia de commodis plebis laturum se in magistratu profitentem. Agri publici dividendi coloniarumque deducendarum ostentatae spes et vectigali possessoribus agrorum imposito in stipendium militum erogandi aeris. Captatum deinde tempus ab tribunis militum, quo per discessum hominum ab urbe, cum patres clandestina denuntiatione revocati ad diem certam essent, senatus consultum fieret absentibus tribunis plebi ut quoniam Volscos in Hernicorum agros praedatum exisse fama esset, ad rem inspiciendam tribuni militum proficiscerentur consulariaque comitia haberentur. Profecti Ap. Claudium, filium decemviri, praefectum urbis relinquunt, impigrum iuvenem et iam inde ab incunabulis imbutum odio tribunorum plebisque. Tribuni plebi nec cum absentibus iis qui senatus consultum fecerant, nec cum Appio, transacta re, quod contenderent, fuit.

Traduzione all'italiano


Discorsi di questo genere, ascoltati con viva partecipazione, spinsero alcuni a candidarsi al tribunato militare e a promettere che una volta eletti avrebbero presentato questa o quella proposta a favore della plebe. Si faceva balenare la speranza di distribuire l’agro pubblico, di fondare colonie, di erogare per la paga dei soldati una somma ottenuta imponendo un tributo ai possessori di terre. I tribuni militari, allora, atteso il momento in cui molta gente era via dalla città, dopo aver convocato i senatori con un avviso segreto per una data stabilita, in assenza dei tribuni della plebe, fecero emanare dal senato un decreto in base al quale, giacché circolava voce che i Volsci avevano saccheggiato il territorio degli Ernici, i tribuni militari dovevano andare a controllare la situazione, e si dovevano tenere i comizi per le elezioni dei consoli. I tribuni partirono lasciando come prefetto della città Appio Claudio, figlio del decemviro, un uomo molto energico e, fin dalla culla, imbevuto di odio verso i tribuni della plebe. Così i tribuni della plebe non poterono protestare né contro i promotori del decreto del senato, perché erano assenti, né contro Appio, perché ormai la cosa era approvata.