Traduzione di Paragrafo 23, Libro 4 di Livio

Versione originale in latino


Eosdem consules insequenti anno refectos, Iulium tertium, verginium iterum, apud Macrum Licinium invenio: valerius Antias et Q. Tubero M. Manlium et Q. Sulpicium consules in eum annum edunt. Ceterum in tam discrepanti editione et Tubero et Macer libros linteos auctores profitentur; neuter tribunos militum eo anno fuisse traditum a scriptoribus antiquis dissimulat. Licinio libros haud dubie sequi linteos placet: Tubero incertus veri est. Sit inter cetera vetustate cooperta hoc quoque in incerto positum. Trepidatum in Etruria est post Fidenas captas, non Veientibus solum exterritis metu similis excidii, sed etiam Faliscis memoria initi primo cum iis belli, quamquam rebellantibus non adfuerant. Igitur cum duae civitates legatis circa duodecim populos missis impetrassent ut ad voltumnae fanum indiceretur omni Etruriae concilium, velut magno inde tumultu imminente, senatus Mam. Aemilium dictatorem iterum dici iussit. Ab eo A. Postumius Tubertus magister equitum est dictus; bellumque tanto maiore quam proximo conatu apparatum est quanto plus erat ab omni Etruria periculi quam ab duobus populis fuerat.

Traduzione all'italiano


Presso Licinio Macro ho trovato che l’anno successivo furono rieletti gli stessi consoli: Giulio per la terza volta, Verginio per la seconda. Valerio Anziate e Quinto Tuberone riportano invece che i consoli di quell’anno furono Marco Manlio e Quinto Sulpicio. Però, nonostante la discrepanza, sia Tuberone che Macro citano come fonte i libri lintei. Inoltre nessuno di questi due autori nasconde che gli antichi scrittori parlavano per quell’anno di tribuni militari. Mentre Licinio segue, senza alcuna riserva, i libri lintei, Tuberone è incerto su quale sia la verità. Perciò, tra le tante questioni rimaste irrisolte, perché riguardano tempi lontani, mettiamoci anche questa. Dopo la presa di Fidene, l’Etruria viveva in stato d’allarme: infatti, in séguito a un tale massacro, erano terrorizzati non soltanto i Veienti, ma anche i Falisci, i quali, benché non li avessero sostenuti quando avevano ripreso le ostilità, ricordavano di essere stati al loro fianco agli inizi della guerra. Così, quando questi due popoli inviarono ambasciatori alle dodici città confederate e ottennero che si convocasse un raduno di tutte le genti etrusche presso il tempio di Voltumna, il senato, presentendo gravi torbidi, ordinò di nominare per la seconda volta dittatore Mamerco Emilio. Questi scelse Aulo Postumio Tuberto come maestro della cavalleria. Così si diede inizio ai preparativi di guerra con uno sforzo tanto più grande della volta precedente, in quanto maggiore era il pericolo provenendo dall’intera Etruria e non da due popoli.