Traduzione di Paragrafo 1 - Le donne romane e la legge Oppia (sezioni 4 - 7), Libro 34 di Livio

Versione originale in latino


M. et P. Iunii Bruti tribuni plebis legem Oppiam tuebantur nec eam se abrogari passuros aiebant; ad suadendum dissuadendumque multi nobiles prodibant; Capitolium turba hominum faventium adversantiumque legi complebatur. Matronae nulla nec auctoritate nec verecundia nec imperio virorum contineri limine poterant, omnes vias urbis aditusque in forum obsidebant, viros descendentes ad forum orantes ut florente re publica, crescente in dies privata omnium fortuna matronis quoque pristinum ornatum reddi paterentur. Augebatur haec frequentia mulierum in dies; nam etiam ex oppidis conciliabulisque conveniebant. Iam et consules praetoresque et alios magistratus adire et rogare audebant; ceterum minime exorabilem alterum utique consulem M. Porcium Catonem habebant, qui pro lege quae abrogabatur ita disseruit:

Traduzione all'italiano


I tribuni della plebe Marco e Publio Giunio Bruto difendevano la legge Oppia e affermavano che non avrebbero permesso che essa venisse abrogata; molti uomini noti si schieravano a favore o contro questa posizione; il Campidoglio era pieno di una folla di persone favorevoli e contrarie. Le donne non si riusciva a tenerle in casa con nessun mezzo né attraverso l’autorità né attraverso il pudore né per mezzo del potere esercitato dai loro mariti, assediavano tutte le strade della città e le vie d’accesso al foro, pregando gli uomini, mentre questi scendevano appunto al foro, che permettessero in un momento di piena floridezza per lo Stato, quando le condizioni economiche private generali stavano progredendo di giorno in giorno sempre di più, che anche alle donne venisse restituito il modo per adornarsi come facevano prima. Questa folla di donne cresceva ogni giorno di più; infatti affluivano anche dalle altre città e dalle piazze. Ormai avevano il coraggio di presentarsi a consoli e pretori e ad altri magistrati e di fare le loro richieste pressanti; d’altro canto trovavano in uno dei due consoli Marco Porcio Catone una persona assolutamente inflessibile alle loro richieste, che così parlo a favore della legge che si abrogava:

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