Traduzione di Paragrafo 18 - Gli ozi di Capua (sezioni 10 - 15), Libro 23 di Livio

Versione originale in latino


in hiberna Capuam concessit. Ibi partem maiorem hiemis exercitum in tectis habuit, adversus omnia humana mala saepe ac diu duratum, bonis inexpertum atque insuetum. Itaque, quos nulla mali vicerat vis, perdidere nimia bona ac voluptates immodicae, et eo impensius quo avidius ex insolentia in eas se merserant. Somnus enim et vinum et epulae et scorta balineaque et otium consuetudine in dies blandius ita enervaverunt corpora animosque ut magis deinde praeteritae victoriae eos quam praesentes tutarentur vires, maiusque id peccatum ducis apud peritos artium militarium haberetur quam quod non ex Cannensi acie protinus ad urbem Romanam duxisset; illa enim cunctatio distulisse modo victoriam videri potuit, hic error vires ademisse ad vincendum.
Itaque hercule, velut si cum alio exercitu a Capua exiret, nihil usquam pristinae disciplinae tenuit. Nam et redierunt plerique scortis impliciti et, ubi primum sub pellibus haberi coepti sunt, viaque et alius militaris labor excepit, tironum modo corporibus animisque deficiebant,

Traduzione all'italiano


si ritirò a Capua nei quartieri invernali. Tenne là al coperto per la maggior parte dell’inverno l’esercito, che si era fatto le ossa a tutti i disagi sopportabili per un uomo attraverso frequenti e lunghe fatiche e che viceversa non aveva esperienza di agi e non vi era abituato. E così soldati che non si erano lasciati vincere da nessun grave disagio, vennero irrimediabilmente rovinati da eccessive comodità e godimenti smodati e in misura tanto più grave quanto maggiore era stata la bramosia con cui vi si erano immersi per non esserci abituati. Infatti sonno e vino e banchetti e donne e bagni e un ozio di giorno in giorno più gradito per l’abitudine snervarono tanto il loro fisico e il loro animo che successivamente li proteggevano più le loro vittorie passate delle energie presenti e da parte dei competenti in fatto di arte militare questo errore del comandante veniva giudicato più grave del fatto di non aver guidato le truppe immediatamente dal campo di Canne contro Roma; infatti poté sembrare che quell’indugio avesse solo ritardato la vittoria, questo errore invece (sembrò) che avesse tolto le energie sufficienti per la vittoria.
E così davvero come se uscisse da Capua con un esercito diverso, non riuscì più in nessuna occasione a mantenere la disciplina di prima. Infatti i più tornarono invischiati in rapporti con prostitute e, quando si cominciò a tenerli sotto le tende, e li impegnarono a fondo le marce e altre fatiche militari, come delle reclute cedevano nel fisico e nello spirito.

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