Traduzione di Paragrafo 46 - Lo schieramento di Annibale, Libro 22 di Livio

Versione originale in latino


Hannibal luce prima Baliaribus levique alia armatura praemissa transgressus flumen, ut quosque traduxerat, ita in acie locabat, Gallos Hispanosque equites prope ripam laevo in cornu adversus Romanum equitatum; dextrum cornu Numidis equitibus datum media acie peditibus firmata ita ut Afrorum utraque cornua essent, interponerentur his medii Galli atque Hispani. Afros Romanam [magna ex parte] crederes aciem; ita armati erant armis et ad Trebiam ceterum magna ex parte ad Trasumennum captis. Gallis Hispanisque scuta eiusdem formae fere erant, dispares ac dissimiles gladii, Gallis praelongi ac sine mucronibus, Hispano, punctim magis quam caesim adsueto petere hostem, brevitate habiles et cum mucronibus. Ante alios habitus gentium harum cum magnitudine corporum, tum specie terribilis erat: Galli super umbilicum erant nudi: Hispani linteis praetextis purpura tunicis, candore miro fulgentibus, constiterant. Numerus omnium peditum qui tum stetere in acie milium fuit quadraginta, decem equitum. Duces cornibus praeerant sinistro Hasdrubal, dextro Maharbal; mediam aciem Hannibal ipse cum fratre Magone tenuit. Sol seu de industria ita locatis seu quod forte ita stetere peropportune utrique parti obliquus erat Romanis in meridiem, Poenis in septentrionem versis; ventus - Volturnum regionis incolae vocant - adversus Romanis coortus multo pulvere in ipsa ora volvendo prospectum ademit.

Traduzione all'italiano


All'alba Annibale, mandati avanti oltre il fiume gli uomini delle Baleari e gli altri armati alla leggera, man mano che li aveva fatti passare, così li schierava in ordine di battaglia i cavalieri galli e spagnoli vicino alla riva sull'ala sinistra di rimpetto alla cavalleria romana, l'ala destra fu data ai cavalieri numidi, rafforzato il centro dell'esercito con i fanti, così che entrambe le ali fossero degli Africani, fossero interposti a questi del centro i Galli e gli Spagnoli. Da una grande parte avresti potuto credere che gli Africani fossero l'esercito romano: così erano armati con le armi catturate sia presso la Trebbia, ma soprattutto in gran parte presso il Trasimeno. I Galli e gli Spagnoli avevano scudi quasi della stessa forma, spade diverse e di ineguale lunghezza, i Galli (le avevano) lunghissime e senza punta, gli Spagnoli, abituati ad assalire il nemico più di punta che di taglio, (le avevano) maneggevoli per brevità e con punte. Di certo anche il rimanente aspetto di questi popoli tanto per la grandezza del corpo quanto per la sembianza era terribile: i galli sopra l'ombelico erano nudi; gli Spagnoli erano forniti di tuniche preteste di lino di porpora splendenti di un candore meraviglioso. Il numero di tutti i fanti, che allora si trovarono in battaglia fu di quarantamila, dei cavalieri di diecimila. I comandanti erano a capo delle ali; Asdrubale (a capo) di quella sinistra, Maarbale di quella destra; Annibale stesso col fratello Magone tenne il centro dell'esercito. Il sole, sia che si fossero così disposti per calcolo, sia che lo avessero fatto a caso, brillava assai opportunamente sul fianco dell'una e dell'altra parte, i Romani l'avevano a sud, i Cartaginesi a nord; il vento, che gli abitanti della regione chiamano Volturno, levatosi in direzione contraria ai Romani, sollevando un gran polverone proprio contro i loro visi, tolse ad essi la visuale.