Traduzione di Libro 51 - Annibale vincitore, ma...(sezioni 1 - 4), Libro 22 di Livio

Versione originale in latino


Hannibali victori cum ceteri circumfusi gratularentur suaderentque ut, tanto perfunctus bello, diei quod reliquum esset noctisque insequentis quietem et ipse sibi sumeret et fessis daret militibus, Maharbal praefectus equitum, minime cessandum ratus, "immo ut quid hac pugna sit actum scias, die quinto" inquit, "victor in Capitolio epulaberis. Sequere; cum equite, ut prius venisse quam venturum sciant, praecedam." Hannibali nimis laeta res est visa maiorque quam ut eam statim capere animo posset. Itaque voluntatem se laudare Maharbalis ait; ad consilium pensandum temporis opus esse. Tum Maharbal: "non omnia nimirum eidem di dedere. Vincere scis, Hannibal; victoria uti nescis." mora eius diei satis creditur saluti fuisse urbi atque imperio.

Traduzione all'italiano


Mentre tutti gli altri circondandolo si congratulavano con Annibale vincitore e cercavano di persuaderlo a prendersi per lui stesso ed a concedere ai soldati stanchi la parte del giorno che restava e la notte seguente per riposarsi, visto che aveva portato a termine una guerra così impegnativa, Maarbale, capo della cavalleria, convinto che non si dovesse affatto desistere (cioè dare tregua al nemico) gli disse: "Anzi, perché tu ti renda conto di che risultato si sia ottenuto con tale battaglia, (dico che) tu tra quattro giorni potrai banchettare sul Campidoglio. Seguimi: io ti precederò con la cavalleria perché (i Romani) sappiano che sei arrivato prima ancora di sapere che hai intenzione di farlo". La proposta apparve ad Annibale troppo allettante e troppo notevole per poterla immediatamente recepire con la mente. Così (Annibale) disse che apprezzava il desiderio di Maarbale, (ma) che aveva bisogno di tempo per ponderare il piano. Allora Maarbale gli ribatté: "Gli dei non hanno concesso alla stessa persona tutte le qualità: tu sai vincere, Annibale, non sai (però) trarre profitto dalla vittoria". Si ha la quasi certezza che l’esitazione di quel giorno rappresentò per Roma e per il suo stato la salvezza.