Traduzione di Paragrafo 44, Libro 10 di Livio

Versione originale in latino


Laetitiam utriusque exercitus Romani auxit et ab altera parte feliciter gesta res. Uterque ex alterius sententia consul captum oppidum diripiendum militi dedit, exhaustis deinde tectis ignem iniecit; eodemque die Aquilonia et Cominium deflagravere et consules cum gratulatione mutua legionum suaque castra coniunxere. In conspectu duorum exercituum et Carvilius suos pro cuiusque merito laudavit donavitque et Papirius, apud quem multiplex in acie, circa castra, circa urbem fuerat certamen, Sp. Nautium, Sp. Papirium, fratris filium, et quattuor centuriones manipulumque hastatorum armillis aureisque coronis donavit, Nautium propter expeditionem qua magni agminis modo terruerat hostes, iuvenem Papirium propter navatam cum equitatu et in proelio operam et nocte qua fugam infestam Samnitibus ab Aquilonia clam egressis fecit, centuriones militesque quia primi portam murumque Aquiloniae ceperant; equites omnes ob insignem multis locis operam corniculis armillisque argenteis donat. Consilium inde habitum [cum] iamne tempus esset deducendi ab Samnio exercitus aut utriusque aut certe alterius; optimum visum, quo magis fractae res Samnitium essent, eo pertinacius et infestius agere cetera et persequi ut perdomitum Samnium insequentibus consulibus tradi posset: quando iam nullus esset hostium exercitus qui signis conlatis dimicaturus videretur, unum superesse belli genus, urbium oppugnationes, quarum per excidia militem locupletare praeda et hostem pro aris ac focis dimicantem conficere possent. Itaque litteris missis ad senatum populumque Romanum de rebus ab se gestis diversi Papirius ad Saepinum, Carvilius ad Veliam oppugnandam legiones ducunt.

Traduzione all'italiano


La gioia di ciascuno dei due eserciti romani aumentò per il successo ottenuto dall'altro. Dopo essersi consultati tra loro, i consoli permisero che le due città fossero saccheggiate dai soldati, facendovi appiccare il fuoco una volta svuotate da cima a fondo. Aquilonia e Cominio vennero distrutte dalle fiamme lo stesso giorno, e i consoli unirono i due accampamenti, tra l'entusiasmo e le reciproche felicitazioni delle legioni e dei comandanti stessi. Di fronte ai due eserciti Carvilio coprì di elogi i suoi uomini per i meriti dei singoli, mentre Papirio, sotto il cui comando si era combattuto in più punti diversi - sul campo di battaglia, nei pressi dell'accampamento nemico e in città -, diede in premio dei braccialetti e delle corone d'oro a Spurio Nauzio, il nipote di Spurio Papirio, a quattro centurioni e a un manipolo di hastati: a Nauzio per l'azione con cui aveva seminato il panico tra i nemici dando l'impressione che ci fosse un grosso esercito in marcia; al giovane Papirio per quanto aveva fatto con la cavalleria sia durante la battaglia sia nel corso della notte, disturbando la fuga dei Sanniti usciti da Aquilonia di nascosto; ai centurioni e ai soldati perché avevano occupato per primi la porta e le mura di Aquilonia. A tutti i cavalieri, per l'opera valorosa prestata in diversi punti del fronte, venne consegnato un distintivo onorifico da mettere sull'elmo e un braccialetto d'argento. Ci fu poi una riunione per decidere se fosse già arrivato il momento di ritirare i due eserciti, o almeno uno di essi, dal Sannio. La cosa migliore sembrò però quella di insistere portando fino in fondo ciò che restava delle operazioni militari con tanto più ostinata determinazione quanto maggiore era l'indebolimento della potenza sannita, in modo tale che ai consoli dell'anno a venire si potesse consegnare il Sannio interamente domato. Poiché non c'era più un esercito nemico apparentemente in grado di poter affrontare una battaglia in campo aperto, l'unica forma di guerra che restava era l'espugnazione delle città, la cui distruzione poteva garantire ai soldati un arricchimento, e l'annientamento definitivo del nemico che lottava ormai soltanto per sopravvivere. Così, inviato al senato e al popolo romano un rapporto dettagliato sulle operazioni portate a termine, i consoli guidarono le legioni in diverse direzioni: Papirio si rivolse verso Sepino, mentre Carvilio puntò su Velia.