48 - 29 - Usanze nuziali - Verte Mecum

Versione originale in latino


Tullia cras nubet Marco. Faces ab amicis agitabuntur et magna cum voce “Talassio, Talassio” clamabitur. Pompa a puero cum face praeceditur, sponsa inter duos pueros incedet. Ecce mariti aedes, multis frondibus floribusque ornatae . Tullia ad ianuam accedet; ab ea postes laneis vittis ornabuntur et limen adipe suillo ungetur; hoc enim bonum auspicium opulentiae futurae est. Deinde a Marco portae Tulliae aperientur et more maiorum Marcus rogabit: “Quisnam es, mulier?” et Tullia clara voce “Ubi tu Gaius, ego Gaia”. Tum ab amicis sponsa super limen tolletur et introducetur in aedes, ubi maritus aquam et ignem Tulliae prabebit. Sponsa inde novae familiae deos sincera pietate orabit; postero die autem in aedium atrio Laribus sacrificabit.

Traduzione all'italiano


Tullia domani sposerà Marco. Saranno agitate fiaccole dagli amici e a gran voce si griderà “Talassio, Talassio [al matrimonio]”. Il corteo sarà preceduto da un ragazzo con una fiaccola, la sposa avanzerà tra due ragazzi. Ecco la casa del marito, ornata di foglie e di fiori. Tullia giungerà alla porta; da lei saranno ornati gli stipiti con fasce di lana e la soglia sarà unta con grasso suino; infatti questo è buon auspicio di futura abbondanza. Poi le porte saranno aperte da Marco e secondo il costume degli avi Marco chiederà: “Chi sei, donna?” e Tullia con voce squillante: “Dove tu (sarai) Gaio, io (sarò) Gaia”. Allora la sposa sarà sollevata dagli amici sopra la soglia e sarà introdotta in casa, dove il marito offrirà a Tullia acqua e fuoco. Poi la sposa pregherà gli dei per la nuova famiglia con sincera devozione; tuttavia il giorno dopo sacrificherà ai Lari nell'atrio.

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