La cicala e la formica - Versioni Varie

Versione originale in latino


Cicada per calidas aestatis horas otiose vivit et continenter canit; formica autem herbas et grana in latebras sub terram trahit et in latebris custodit. cicada formicae industriam irridet: "Cur tam sollerter laboras, formica? cur non consistis et mecum canis? bene non vivis, si laetitiam contemnis!"
Formica non respondet, neque operam intermittit.
Autumnus advenit, pluviae terram inundat, frigus herbas congelat. Cicada frusta escam quaerit; postremo, fame consumpta, ianuam formicae pulsat: "Veniam iniuriarum peto, formica: da mihi paululum escae tuae".
tum formica: "cum ego laborabam , tu canebas: nunc salta!"

Traduzione all'italiano


La cicala durante le calde ore dell'estate, vive oziosamente e canta continuamente. invece la formica, portava sottoterra nei nascondigli erba e chicchi di grano, e li custodiva nei nascondigli. la cicala derideva l'attivitá della formica: "perché lavori cosí scrupolosamente formica? perché non ti fermi e canti insieme a me? non vivi bene se disprezzi la felicitá!" La formica non risponde, né ferma il suo lavoro. L'autunno arriva, le piogge innondano la terra, e il freddo congela le erbe. la cicala inutilmente cerca cibo; infine, sfinita per la fame, bussa alla porta della formica: "formica ti chiedo scusa per l'offesa, dammi un pó del tuo cibo." Allora la formica: " quando io lavoravo tu cantavi, ora danza!"