L'asino e la luna - Versioni Varie

Versione originale in latino


Antiquis temporibus Arcadiae incolae stultissimi omnium hominum erant. De illis finitimi multa narrabant. Haec porro audite. Primis horis noctis nonnulli Arcades, diurno labore fessi,quiescebant inter silvae arbores.Non procul lacus erat, in cuius claris aquis fulgebat lunae imago, tunc omnio plenae. Asinus, ut sitim sedaret, lentis passibus lacui appropinquaverat tranquilleque bibebat. Tunc magnus motus exagitavit illorum Arcadum animos. "Quid enim,eveniret,si asinus,aquam bibendo,lunam quoque sorberet?". Eodem momento temporis nubes repente lunam celavit. Arcades statim putaverunt accidisse quod timuerant;asinus sine dubio lunam sorduerat. Eum igitur eomprehendunt,nullamque moram interponentes, necant. Magnis cultris ventrem eius aperiunt,ut luna inde evolet. Interim ventus nubem dissipavit lunaque interum in caelo et in lacu apparuit. Tunc omnes emiserunt laetos clamores.Eorum scilicet opera luna,quam asinus voraverat, in caelo iterum fulgebat lucemque praebebat hominibus.

Traduzione all'italiano


Nell'antichità gli abitanti dell'arcadia erano i più stolti di tutti gli uomini.
I popoli vicini narravano molte cose su di essi.
A proposito, ascoltate questa.
Alle prime ore della notte alcuni arcadi, stanchi dal lavoro diurno, riposavano tra gli alberi del bosco. Non lontano c'era un lago, dove risplendeva l'immagine della luna, completamente piena allora, nella splendida acqua.
Un asino, per placare la sete, con passi lenti si era avvicinato al lago e beveva tranquillamente. Allora un grande movimento inquietò gli animi di quegli arcadi.
Cosa sarebbe accaduto se l'asino, bevendo, avesse catturato la luna?
All'improvviso, nel medesimo istante, una nuvola nascose la luna.
Gli arcadi subito pensarono che fosse accaduto ciò che avevano temuto: l'asino aveva senza dubbio catturato la luna.
Dunque lo presero, senza alcun indugio, e lo uccisero.
Con grandi colpi aprirono il suo stomaco per tirare fuori la luna.
Intanto il vento allontanò la nuvola, ed essa apparve di nuovo sia nel cielo che nel lago.
Allora gli uomini emisero un felice clamore. Il loro operato aveva mostrato la luna che l'asino aveva divorato; intanto splendeva in cielo e offriva luce agli uomini.