Il governo illuminato di Marco Aurelio - Versioni Varie

Versione originale in latino


Imperator Marcus Aurelius omnibus orientalibus provinciis carus fuit et apud multas etiam clementiae et philosophiae studii vestigia reliquit. Apud Aegyptos magna cum diligenzia principia antiquae eorum sapientiae quaesivit. Fuit diu Alexandriae et Antiochiae,clementer cum civibus agens. Pacem cum multis Asiae regibus et Persarum legatis, ad se (da lui) venientibus, fecit. Faustinam uxorem sub radicibus montis Tauris, in parvo vico,exanimatam vi subi morbi, amisit. Postea Faustinae,divae a senatum appellatae, aedem exstruxit. Rediens ad Italiam navi gravem tempestatem Romanorum classe quassantem fortiter tulit. Brundisio Romam pergens, et ipse (lui stesso) et milites, eius iussus, sagum deposuerunt et togam sumpserunt. Postquam Urbem venit, triumphum egit, congiarium et spectacula mirifica populo dedit; deinde civitatis mores corruptos correxit atque sumptus et publicos et privatos minuit.Sententia Platonis semper in eius ore fuit: "Florent civitates, si aut philosophi imperant aut imperates pro philosophis agunt."

Traduzione all'italiano


L’imperatore Marco Aurelio fu caro a tutte le province orintali e in presenza di multe lasciò le tracce della cura della clemenza e della filosofia. Presso gli Egiziani cercò di ottenere le fondamenta del loro sapere. Stette a lungo ad Alessandria e ad Antiochia comportandosi mitemente xon i cittadini. Fece la pace con molti re dell’Asia e ambasciatori dei Persiani,andati da lui. Perse la moglie Faustina sotto le radici del monte Tauro in una piccola strada, uccisa con la forza di un’improvvisa malattia. Poi edificò un tempio a Faustina, dea chiamata dal senato. Andando in Italia in nave sopportò una violenta tempesta che sconquassò energicamente la flotta dei Romani. Proseguendo da Brindisi a Roma, sia lui stesso sia i soldati con il suo comando, deposero il mantello militare e indossarono la toga. Dopo essere arrivati a Roma, condusse il trionfo, diede una donazione e spettacoli meravigliosi al popolo; poi corresse le tradizioni corrotte dei cittadini e diminuì le spese sia pubbliche sia private. Il pensiero di Platone fu sempre nella sua bocca:”Cittadini fiorenti, se o comandando o comandati i filosofi agiscono in favore dei filosofi”.

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