I Saguntini resistono ad Annibale - Versioni Varie

Versione originale in latino


Diu anceps certamen fuit et Saguntinis creverant animi, quia praeter spem restiterant Carthaginiensibus. Saguntini clamorem repente tollunt hostemque in ruinas muri expellunt, inde eum impeditum et trepidantem exturbam, pestremo fundunt, fugant atque in castra redigunt. Interim Roma legati veniunt, sed Hannibal: « Nec vos » inquit, « tuto eritis inter tot arma tam effrenatatur gentium, nec ego in tanto discrimine rerum, legationes audire possum ». Statim igitur Carthaginem iter fecerunt. Hannibal, postquam hoc animadvertit, ilico praemisit nuntios ad principes factionis Barcinae atque praeparavit animos suorum: legatio Romanorum vana et irrita fuit.

Traduzione all'italiano


La lotta fu a lungo incerta ed era cresciuto il coraggio dei Saguntini, poiché avevano resistito oltre la speranza ai Cartaginesi. Improvvisamente levano clamore e espellono il nemico verso le rovine del muro, quindi da lì lo scacciano impaurito e tremante, infine lo disperdono, lo mettono in fuga e lo riconducono nell’accampamento. Intanto vengono da Roma gli ambasciatori, ma Annibale: "Né voi" disse "Sarete al sicuro tra tante armi di gente così crudele, né io in una situazione tanto pericolosa posso ascoltare le legazioni." Subito allora fecero un viaggio verso Cartagine, Annibale dopo che si accorse di ciò, mandò avanti messaggeri ai principi della fazione dei Barca e preparò gli animi dei suoi; la legazione romana fu inutile e vana.