Estrema difesa della libertà - Versioni Varie

Versione originale in latino


Post proelium apud Pharsalum Cato cum reliquis Pompeianis in Africam recesserat, quoniam adhuc sperabat libertatem se servaturum esse. At cum eius acies profligatae sunt Thapsi anno quadragesimo sexto ante Christum natum, sensit se in victoris potestatem statim venturum esse. Tum a vita excedere statuit. Frusta amici eum incitaverunt ut Caesari se submitteret: nam dicebant posthac omnes honorifice tractaturos esse Catonem. At ille nulla ratione a proposito aversus est.Bis Phaedonem legit, in quo Plato Socratem de animi immortalitate disserentem inducit. Supremo tempore cum fidissimis amicis cenavit atque cum iisdem sermones habuit. Inde servus quidam gladium portavit quo Cato pectus sibi transfixit.

Traduzione all'italiano


Dopo la battaglia a Farsalo Catone con i rimanenti Pompeiani si era ritirato in Africa, poichè sperava che lì avrebbe preservato la libertà. ma quando le sue schiere furono sconfitte a Tapso nel 46 a.C., comprese che subito lui sarebbe andato nel dominio del trionfatore. Così decise di morire. Invano i compagni lo invitarono a sottomettersi a Cesare: difatti affermavano che nell'avvenire tutti avrebbero trattato in modo onorevole Catone. Però quello non fu distolto per nessun motivo dal suo proposito. Lesse due volte il Fedone nel quale Platone racconta che Socrate narra dell'immortalità dell'anima. Nell'ultimo momento banchettò con i compagni ed ebbe con quelli un dialogo. Dopo uno schiavo portò una spada con la quale Catone si trafisse il petto.

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