Eccidio di Teutoburgo - Versioni Varie

Versione originale in latino


Cum Germani iugum Romanorum aegre ferrent, Arminius, Cheruscorum princeps, ut patriam suam liberaret, societatem cum ceteris Germanorum tribubus coiunxit et effecit ut in Germania interiore gravis seditio oriretur. Tum imperator Augustus, ut seditionem sedaret, P. Quintilium Varum cum tribus legionibus in Germaniam masit. Arminius, cum comperisset Romanorum legiones per silvam Teutoburgiensem transituras esse, dolo usus, eas in insidias perduxit. Acri pugna coorta, Romani milites a Germani circumdati, longo intinere fatigati, paludibus ac silvis impediti, quamvis strenue pugnarent, fere omnes caesi sunt: perpauci saucii fessique ad Rheni ripas pervenerunt.
Varus ipse, caedem suorum conspicatus, sua manu se interemit. Cum cladis nuntius Romam pervenit, Augustus de suarum legionum interitu valde conquestus est. Tradunt eum illis diebus saepe in somnio exclamavisse: “Vare, Vare, redde mihi legiones!”. Postea Augustus, ut illam caedem ulcisceretur, in Germaniam alias legiones misit, quae Germanorum copias profligaverunt et ipsum Arminium interfecerunt.

Traduzione all'italiano


Poiché i Germani sopportavano a malincuore il giogo dei Romani, Arminio, principe dei Cherusci, per liberare la sua patria, strinse alleanza con le rimanenti tribù dei Germani e fece in modo che nella Germania interiore scoppiasse una pesante rivolta. Allora l’imperatore Augusto, per sedare la ribellione, mandò P. Quintilio Varo con tre legioni in Germania. Arminio, essendo venuto a sapere che le legioni dei Romani sarebbero passate attraverso la foresta di Teutoburgo, usando l’astuzia, le attirò in un’imboscata. Accesasi una dura battaglia, i soldati dei Romani, circondati dai Germani, indeboliti da una lunga marcia, ostacolati dalle paludi e dai boschi, sebbene combattessero valorosamente, quasi tutti furono uccisi: pochissimi, stanchi e feriti, giunsero alle rive del Reno. Lo stesso Varo, avendo osservato la strage dei suoi, per sua mano si uccise. Quando arrivò a Roma la notizia della sconfitta, Augusto si dolse molto della distruzione delle sue legioni. Narrano che lui in quei giorni abbia spesso esclamato nel sonno: ”Varo, Varo, rendimi le mie legioni!”. In seguito Augusto per vendicare quella strage, mandò in Germania altre legioni, che sconfissero le truppe dei Germani e trucidarono lo stesso Arminio.