I Campani chiedono aiuto a Romani - (Tito Livio) - Versioni Varie

Versione originale in latino


Legati, ingressi in senatum, in hanc sententiam locuti sunt:<<Populus Campanus nos legatos ad vos, patres conscripti, misit, amicitiam et auxilium a vobis petitum. Nos piget quod fateri nos fortuna cogit: eo ventum est ut in potestate aut amicorum aut inamicorum simus. Hocnos non effugit: si nos defenditis, vestri erimus; si deseritis, Samnitum erimus. Samnites oppugnatum nos veniuntnon quia dolent iniuriam acceptam, sed quia gaudent oblatam sibi esse causam (praetesto)>>.

Traduzione all'italiano


Gli ambasciatori, entrati in senato, parlarono in questo modo:<<Il popolo campano mandò noi ambasciatori a voi, oh senatori, per chiedervi amicizia e aiuto. A noi rincresce che la cattiva sorte ci costringe a parlare: si è giunti ad un punto tale che noi siamo in balia o dei nemici o degli amici. Questo non ci sfugge: se ci difenderete saremo con voi, se ci abbandonerete saremo preda dei Sanniti. I Sanniti vengono per combatterci non perchè si dolgono per un'offesa che hanno ricevuta, ma perchè gioiscono che sia stato offerto loro un pretesto per distruggerci>>.