Elefanti trasportati su zattere - (Tito Livio) - Versioni Varie

Versione originale in latino


Ratem unam,duecentos longam pedes, quinquaginta latam, a terra in amnem porrexerunt, quam, ne secunda aqua deferretur, pluribus validis retinaculis parte superiore ripae religatam in modum pontis humo iniecta constaverunt, ut beluae audacter velut per solum ingrederentur. Altera ratis aeque lata, longa pedes centum, ad traiciendum flumen apta, huic copulata est; sex tum elephanti per stabilem ratem tamquam viam, praegredientibus feminis, acti, ubi in minorem applicatam transgressi sunt, extemplo resolutis quibus leviter adnexa erat vinculis, ab actuariis aliquot navibus ad alteram ripam ratis pertrahitus. Ita primis expositis, alii deinde repetiti ac traiecti sunt. Nihil sane trepidabant, donec continenti velut ponte agerentur; primus erat pavor. Cum soluta extremis ab aqua, trepidationis ali quantum edebant, donec quietem ipse timor circumspectantibus aqua fecisset.

Traduzione all'italiano


Fecero scendere in acqua dalla riva uno zatterone di duecento piedi per cinquanta e per evitare di farlo trascinare via dalla corrente, lo legarono al bordo superiore della sponde con più di una robusta gomena e lo ricoprirono con uno strato di terra a mo’ di ponte, affinché gli animali potessero avanzare senza paura come sul suolo. A esso ne congiunsero un secondo della stesa larghezza ma di cento piedi di lunghezza, adatto al traghetto; poi attraverso lo zatterone fisso, come su una strada, fecero avanzare 6 elefanti preceduti da femmine, appena essi ebbero posto piede sullo zatterone minore in continuazione del primo, tagliarono immediatamente i legami posticci di congiunzione e lo fecero rimorchiare all’altra riva da alcune imbarcazioni leggere. Così, fati sbarcare i primi, si ritornò a prendere e a trasportare gli altri. Ovviamente finché avanzavano sullo zatterone legato alla terraferma come un ponte, stavano quieti; il primo momento di paura era quando, slegato lo zatterone, venivano portati al largo. Ivi si spingevano a vicenda e quelli posti all’esterno cercavano di tenersi lontani dall’acqua: così davano segni di un po’ di paura. Alla fine, quando si vedevano l’acqua tutt’intorno, il timore stesso li induceva a star fermi.