I Germani alla guerra - (Tacito) - Versioni Varie

Versione originale in latino


Rari gladiis aut maioribus lanceis utuntur: hastas vel ipsorum vocabulo frameas gerunt angusto et brevi ferro, sed ita acri et ad usum habili, ut eodem telo, prout ratio poscit, vel comminus vel eminus pugnent. Et eques quidem scuto frameaque contentus est; pedites et missilia spargunt, pluraque singuli, atque in inmensum vibrant, nudi aut sagulo leves. Nulla cultus iactatio; scuta tantum lectissimis coloribus distinguunt. Paucis loricae, vix uni alterive cassis aut galea. Equi non forma, non velocitate conspicui. Sed nec variare gyros in morem nostrum docentur: in rectum aut uno flexu dextros agunt, ita coniuncto orbe, ut nemo posterior sit. In universum aestimanti plus penes peditem roboris; eoque mixti proeliantur, apta et congruente ad equestrem pugnam velocitate peditum, quos ex omni iuventute delectos ante aciem locant. Definitur et numerus; centeni ex singulis pagis sunt, idque ipsum inter suos vocantur, et quod primo numerus fuit, iam nomen et honor est. Acies per cuneos componitur. Cedere loco, dummodo rursus instes, consilii quam formidinis arbitrantur.(...)cum ventum in aciem, turpe principi virtute vinci, turpe comitatui virtutem principis non adaequare. iam vero infame in omnem vitam ac probrosum superstitem principi suo ex acie recessisse.si civitas, in qua orti sunt, longa pace et otio torpeat, plerique nobilium adulescentium petunt ultro eas nationes, quae tum bellum aliquod gerunt, quia et ingrata genti quies et facilius inter ancipitia clarescunt magnumque comitatum non nisi vi belloque tueare; exigunt enim principis sui liberalitate illum bellatorem equum, illam cruentam victricemque frameam; nam epulae et quamquam incompti, largi tamen apparatus pro stipendio cedunt. materia munificentiae per bella et raptus.

Traduzione all'italiano


Pochi usano spade o lance pittosto lunghe:portano aste o, con il loro stesso termine, framee dalla punta stretta e corta, ma tanto tagliente e maneggievole da poter combattere con la medesima arma, come richieda la tattica, o da lontano o da vicino. Mentre il cavaliere si limita a scudo e framea, i fanti lanciano anche proiettili, parecchi per ciascuno, e li scagliano ad immensa distanza, nudi o vestiti solo di un sagulo .Non c'è alcuna ostentazione d'aspetto: decorano solo gli scudi con colori originalissimi. Pochi hanno loriche, appena uno o due un elmo di cuoio o una galea .A valutare in generale, c'è piu forza nella fanteria, perciò combattono mescolati, con la velocità adatta e proporzionata a una battaglia equestre da parte dei fanti, che, scelti fra tutti i giovani, essi schierano davanti al fronte. Ritirarsi dalla posizione, purchè si ritorni allo scontro. lo considerano piu di assennatezza che di paura.(...)Una volta giunti a battaglia, per il capo è disonorevole essere superato nel valore, per il seguito lo è non emulare il valore del capo. Anzi, è addirittura infamante e vergognoso per tutta la vita, essersi ritirati dalla schiera sovravvivendo al proprio capo. Se la tribu di origine illanguidisce a causa della lunga pace e dell'inattività, la maggior parte dei giovani nobili raggiunge le tribu che allora combattono qualche guerra, sia perchè a quel popolo la pace è molesta, sia perchè nei pericoli si acquista gloria piu facilmente, sia perchè non si manterrebbe un grande seguito se non con la forza e con la guerra. Essi esigono infatti dalla libelarità del proprio capo quel cavallo da guerra, quella framea cruenta e vittoriosa: infatti i pasti e un trattamento abbondante, seppure rozzo,tengono il posto della paga. La materia di tale generosità si ottiene per mezzo di guerre e saccheggi.