Fragilità della fortuna umana - (Seneca) - Versioni Varie

Versione originale in latino


Omnis dies, omnis hora quam nihil simus ostendit et aliquo argomento recenti admonet fragilitatis oblitos; tum aeterna meditatos respicere cogitad mortem. Quid sibi istud principium velit quaeris? Senecionem Cornelium, equitem Romanum splendidum et officiosum, noveras: ex tenui principio se ipse promoverat et iam illi declivis erat cursus ad cetera; facilius enim crescit dignitas quam incipit. [...] Iam Senecio divitis imminebat, ad quas illum duae res ducebant efficacissimae, et quaerendi et custodiendi scientia, quarum vel altera locupletem facere potuisset. Hic homo summae frugalitatis, non minus patrimonii quam corporis diligens, cum me ex consuetudine mane vidisset, cum per totum diem amico graviter adfecto et sine spe iacentiusque in noctem adsedisset, cum hilaris cenasset, genere valetudinis precipiti arreptus, angina, vix conpressum artatis faucibus spiritum traxit in lucem. Intra paucissimas ergo horas quam omnibus erat sani ac valentis officiis functus decessit.

Traduzione all'italiano


Ogni giorno, ogni ora ci dimostra quanto non siamo niente e attraverso una prova recente mette in guardia noi che non ci ricordiamo della nostra fragilità. Conoscevi Senecione Cornelio, cavaliere romano illustre e disponibile: da inizi modesti aveva saputo farsi strada da sé ed era ormai in cammino verso una carriera ulteriore. Infatti il prestigio cresce con più facilità di quanto cominci. […] Ormai Senecione era teso alla ricchezza, a cui lo portavano due elementi efficacissimi, la capacità di guadagnarsela e quella di metterla da parte, delle quali anche una sola avrebbe potuto renderlo ricco. Quest’uomo di notevolissima frugalità, attento al patrimonio non meno che al corpo, dopo che mi aveva visto come di solito al mattino, dopo aver assistito per tutto il giorno fino a notte un amico affetto da grave malattia e dalle condizioni disperate, dopo aver cenato allegramente, colto da un tipo di malattia fulminante, l’angina, riuscì ad arrivare vivo all’alba respirando a stento con la gola chiusa. In pochissime ore dunque morì, dopo aver assolto a tutti i suoi compiti di uomo sano e valido.