Riflessione sugli studenti - (Quintiliano) - Versioni Varie

Versione originale in latino


Minime vero permittenda pueris, ut fit apud plerosque, adsurgendi exsultandique in laudando licentia: quin etiam iuvenum modicum esse, cum audient, testimonium debet. Ita fiet ut ex iudicio praeceptoris discipulus pendeat, atque id se dixisse recte quod ab eo probabitur credat. Illa vero vitiosissima, quae iam humanitas vocatur, invicem qualiacumque laudandi cum est indecora et theatralis et severe institutis scholis aliena, tum studiorum perniciosissima hostis: supervacua enim videntur cura ac labor parata quidquid effuderint laude.

Traduzione all'italiano


Non si deve dare per niente ai ragazzi il permesso di alzarsi e saltare mentre vengono elogiati, come al contrario succede presso i più: anzi, l'assenso dei giovani, quando ascolteranno, deve essere contenuto. Altrimenti succederà che il discepolo penda dall'opinione del docente, e pensi di aver mostrato bene quello che dal docente sarà accettato. In realtà, quella scorrettissima abitudine, che ormai nominano cortesia, di elogiarsi vicendevolmente ad ogni intervento, non solo è poco dignitosa e falsa e non ha niente a che fare con le scuole serie, però è pure nemica rischiosissima degli apprendimenti: se c’è pronto l’elogio per qualsiasi parola esca di bocca, diligenza e fatica sembrano del tutto superflue.

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