Vini a Roma - (Plinio il Vecchio) - Versioni Varie

Versione originale in latino


Antea Caecubo erat generositas celeberrima in palustribus populetis sinu Amynclano; quod iam intercidit incuria coloni locique angustia, magis tamen fossa Neronis; quam a Baiano lacu Ostiam usuqe navigabilem incohaverat. Secunda nobilitas Falerno agro erat et ex eo maxime Faustiniano; cura culturaque id collegera; exolescit haec quoque copiae potius quam bonitati studentium. E Faustinianus circiter IIII milia passuum a vico Cedicii, qui vicus a Sinuessa VI M passuum abest. Nec ulli nunc vino moaior auctoritas; solo vinorum flamma accenditur, tria eius genera: austerum, dulce, tenue. Quidam ita distingut, summis collibus Caucinum gigni, mediis Faustinianum, imis Falernum.

Traduzione all'italiano


In antico grandissima rinomanza per la sua qualità aveva il vino del Cecubo, proveniente dai pioppeti palustri nel golfo di Amincle e ormai scomparso per l'incuria dei produttori e la ristrettezza del podere, ma forse più ancora a causa del canale navigabile che dal lago di Baia arriva fino ad Ostia, fatto iniziare da Nerone. Veniva al secondo posto, come rinomanza, il territorio di Falerno e all'interno di esso sopratutto il Faustiniano: questo risultato era stato conseguito grazie ad una coltivazione scrupolosa; ma anch'esse è in fase di regresso da quando è in mano a gente che bada più alla quantità che alla qualità. Il podere Faustiniano si trova a circa 4 miglia da Cedicio, villaggio a 6 miglia da Sinuessa. Nessun vino ha oggi maggior prestigio: è l'unico infiammabile. Ne esistono tre varietà: forte, dolce e leggero. Alcuni distinugono così: sulla sommità si produce il Caucino; a mezza costa il Faustiniano, in basso il Falerno.