De Agricoltura - (Fedro) - Versioni Varie

Versione originale in latino


Agricolae parvus sed fecundus ager erat. In agro multae et demissae et procerae plantae virebant, impigri agricolae gloria: nam parvis filiis amicisque dominus plantas saepe monstrabat et cuncti agricolam laudabant. Dicebat interdum agricola filiis: "Agellum, praesidium nostrum contra inopiam, semper bene colite, quia nos satis nutrit atque frigidam umbram praebet et bonas herbas suppeditat". Agricolae amici bene cultum frugiferumque praedium conspiciebant et exclamabant: "Agellus tuus verum gaudium oculis nostris praebet: deliciarum plenus, magnae diligentiae documentum est". Forte quondam Aesopus, clarus Graecorum poeta, agrum videt atque ibi consistit. Populum advocat atque docet: "Viri ut plantae sunt: si plantae frugiferae, agricolae industrii et boni sunt; si plantae infecundae, agricolae ignavi et otiosi. Agriculturam amate, cari incolae, quod diligentiae et parsimoniae magistra est".

Traduzione all'italiano


Il campo dell'agricoltore era piccolo ma fertile. Nel campo molte piante sia alte che basse verdeggiavano, per la gloria del solerte contadino: infatti il padrone spesso mostrava le piante ai figlioletti ed agli amici, e tutti lodavano l'agricoltore. Il contadino diceva a volte ai figli: "Coltivate sempre bene l'orticello, nostra difesa contro la povertà, sia perché ci nutre a sufficienza, sia perché ci offre una fresca ombra, sia perché ci procura le buone verdure. Gli amici dell'agricoltore ammiravano il fondo ben coltivato e fecondo ed esclamavano: "Il tuo campicello offre una vera gioia agli occhi nostri: è pieno di delizie e testimonianza di grande diligenza. Per caso una volta Esopo, poeta famoso tra i Greci, vede il campo e qua si ferma. Chiama il popolo ed insegna: "Gli uomini sono come le piante: se le piante (sono) feconde, i contadini sono attivi e valenti; se le piante non (sono) feconde, i contadini (sono) pigri e sfaccendati. Amate l’agricoltura, cari cittadini, perché è maestra di diligenza e di parsimonia.