Una gloria di Roma: la legislazione - (Cicerone) - Versioni Varie

Versione originale in latino


Fremant omnes licet, dicam quod sentio: bibliothecas me hercule omnium philosophorum unus mihi videtur XII tabularum libellus, si quis legum fontis et capita viderit, et auctoritatis pondere et utilitatis ubertate superare. Ac si nos, id quod maxime debet, nostra patria delectat, cuius rei tanta est vis ac tanta natura, ut Ithacam illam in asperrimis saxulis tamquam nidulum adfixam sapientissimus vir immortalitati anteponeret, quo amore tandem inflammati esse debemus in eius modi patriam, quae una in omnibus terris domus est virtutis, imperi, dignitatis? Cuius primum nobis mens, mos, disciplina nota esse debet, vel quia est patria parens omnium nostrum, vel quia tanta sapientia fuisse in iure constituendo putanda est quanta fuit in his tantis opibus imperi comparandis.

Traduzione all'italiano


Fremano pure tutti quanto si vuole, io dirò ciò che penso: per ercole, un solo libello di dodici tavole mi sembra superi per peso di efficacia e per abbondanza di utilità, le biblioteche di tutti i grandi filosofi. E se ciò che si deve soprattutto, ci allieta la nostra patria,per cui tanto grande è la forza e tanto grande è l'indole che un uomo sapientissimo antepose all'immortalità quell'Itaca, impressa come un rifugio tra gravissimi piccoli scogli: dunque da quale amore dobbiamo essere infiammati in giusta misura per la patria, la quale è in tutto il mondo l'unica casa di virtù, potere e dignità? Di cui in primo luogo ci deve essere nota la sapienza, la moralità, la costituzione politica, sia perchè è la patria, genitrice di tutti noi, sia perchè si deve ritenere che ci fosse stata tanta saggezza nel costruire le leggi, quanta ce ne fu nell'allestire queste così grandi ricchezze dall'impero.