Politica imperialistica di Roma - (Cicerone) - Versioni Varie

Versione originale in latino


Si propter socios nostros, nulla iniuria lacessiti, maiores nostri cum Antiocho, cum Philippo, cum Aetolis, cum Poenis bella gesserunt, quanto studio convenit vos, iniuriis provocatos, salutem sociorum cum imperii vestri dignitate defendere, praesertim cum de maximis vestris vectigalibus agatur? Nam, cum multa provinciarum vectigalia Romam quotannis conferantur, Quirites, Asia tam optima ac fertilis est ut et ubertate agrorum et varietatem fructuum facile omnibus terris antecellat. Itaque haec provincia vobis, Quirites, non modo a calamitate verum etiam a metu calamitatis est defendenda, si et belli utilitatem et pacis dignitatem retinere vultis. Nam in ceteris rebus, cum venit calamitas, tum detrimentum accipitur; at in vectigalibus non solum adventus mali, sed etiam metus ipse adfert calamitatem. Nam, cum hostium copiae non longe absunt, etiam si irruptio nulla facta est, tamen pecua reliquuntur, agricoltura deseritur, mercatorum navigatio conquiescit. Ita nullum vectigal conservari potest et saepe totius anni fructus uno rumore periculi atque belli amittitur.

Traduzione all'italiano


Se i nostri antenati, non provocati da nessuna ingiuria, per i nostri alleati mossero guerre contro Antioco, contro Filippo, contro gli Etoli, contro i Cartaginesi, con quanta dedizione si conviene che voi, provocati dalle ingiurie, difendiate il benessere degli alleati insieme alla dignità del vostro impero, specialmente quando si tratta delle vostre più grandi entrate? Infatti, benché molti tributi delle provincie sono portati ogni anno a Roma, o Quiriti, l’Asia è tanto ricca e fertile che supera facilmente tutte le terre sia nella produttività dei campi sia per la varietà dei prodotti. E così, o Quiriti, dovete difendere questa provincia non soltanto dalla rovina, ma anche dalla paura della rovina, se volete conservare e l’utilità nella guerra e il decoro nella pace. Infatti nelle altre situazioni, quando arriva la rovina, allora si riceve un danno; ma per quanto riguarda i tributi non solo l’arrivo della disgrazia, ma anche la stessa paura porta la rovina. Infatti, quando le truppe dei nemici non sono molto lontane, anche se non è stata fatta nessuna invasione, tuttavia le greggi vengono lasciate, l’agricoltura viene abbandonata, la navigazione dei mercanti resta inattiva. Così non può essere rispettato nessun tributo e spesso per una sola diceria di pericolo e di guerra vengono persi i guadagni di tutto un anno.