Le paure di un tiranno crudele - (Cicerone) - Versioni Varie

Versione originale in latino


Dionysius, Syracusanorum tyrannus, propter iniustam dominatum cupidatem velut in carcerem ipse se inconcluserant. Nam, se tonsori collum committeret, tondere filias suas docuit. Ita sordido ancillarique artificio ragiae virgines ut tonstriculae tondebant barbam et capillum patris. Et tamen ab iis ipsis, cum iam essent adultae, ferrum removit instituitque ut cadentibus iuglandium putaminibus barbam sibi et capillum adurerent. Cumque duas uxores haberet, Aristomachen civem suam, Doridem autem Locrensem, sic noctu ad eas ventitabat, ut omnia perspiceret et observaret ante.

Traduzione all'italiano


Dionigi, tiranno dei Siracusani a causa dell'ingiusto desiderio di potere, si era rinchiuso lui stesso come in una prigione. Infatti, per non affidare il collo al barbiere, insegnò alle sue figlie a radere. Così, con uno squallido e servile artificio le fanciulle reali tagliavano barba e capelli del padre come barbieri. E tuttavia, essendo quelle ormai adulte, le tolse gli arnesi e stabilì che bruciassero a lui barba e capelli con i gusci ardenti delle noci. Avendo due mogli, Aristomache sua cittadina e invece Doride di Locri andava di notte da quelle così che vedeva e osservava prima tutte le cose.