63 - 9 - Il materasso di un debitore - Versioni Latine per il triennio

Versione originale in latino


augustus cum in villa esset atque iniqua febricula laboraret noctes inquietas plerumque agebat.
etenim non amplius horas quinque quiescere poterat nec eas continuas cum somnum rumperet creber tristisque noctuae cantus ; unde fiebat ut nocte ter quaterve repente expergisceretur.
qua molestia cum liberari non posset lectorem arcessere cogebatur ut vox legentis submissa aliquando somnum sibi conciliaret. olim, cum audivisset senatorem quendam quamvis aere alieno oppressum arte et graviter dormire solitum (esse) misit confestim in urbem servum qui vel magno illius culcitam emeret.
demirantibus amicis et quaerentibus cur vellet alienam culcitam habere:"ad somnum conciliandum inquit illa culcita mihi opus est in qua homo qui tantum debebat, semper dormire potuit"

Traduzione all'italiano


Augusto, mentre era nella sua villa e soffriva per una fastidiosa febbriciattola, passava numerose notti inquiete. Inoltre non poteva dormire più di cinque ore a notte, poichè il canto frequente e triste di una civetta disturbava il suo sonno; in seguito a ciò accadeva che spessissimo di notte venisse svegliato improvvisamente dal sonno. Allora dato che non poteva liberarsi da questo fastidio l'imperatore faceva venire il lettore poichè quello con voce sommessa gli conciliasse il sonno. Una volta Augusto, avendo sentito che un senatore, benchè oppresso dai debiti, era solito dormire profondamente, immediatamente mandò un servo in città perchè comprasse anche ad un gran prezzo il materasso del senatore. Poichè gli amici erano rimasti stupiti e chiedevano il motivo di un fatto così insolito, Augusto disse: " Per poter dormire bene mi è indispensabile avere queI materasso, su cui un uomo tanto oppresso dai debiti potè sempre dormire tranquillo.

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