295 - 5 - Canto ammaliatore delle Sirene - Tandem

Versione originale in latino


Monstra maris Sirenes erant, Acheloi fluminis filiae. Plumas et pedes avium et formosa ora mulierum gerebant et voces humanas emittebant.
Insulam maris Tyrreni incolebant et vocum suavitate naves detinebat atque mulcebant nautas qui, uxoum liberorumque immemores, ad insulam appellabant.
Tum Sirenes saeva morte eos puniebant: enim ossium multitudo passim in insulae scopulis iacebat. Ulixes quoque, multarum fraudium auctor, sirenum canoras voces audit sed auxilio Circae, solis filiae, mortem vitat.
Nam dea callidum virum sic monet : " Cum ad Sirenum insulam appropinquabis, digitis ceram molli et nautarum aures obstrue: ita miras voces non audient et iniustam nacem vitabunt.
Tu autem, robustis funibus ad malum adligatus, Sirenum carmina exaudies."

Traduzione all'italiano


Le sirene erano mostri del mare, figlie del fiume Acheloo.
Avevano piume e piedi di uccelli e bei volti di donna e emettevano voci umani.
Abitavano un'isola del mar Tirreno e trattenevano le navi con la voce soave e placavano i marinai, che immemori delle mogli e di figli, approdavano presso l'isola.
Allora le sirene li punivano con una morte crudele: infatti giaceva una moltiudine di ossa da tutte le parti sugli scogli dell'isola.
Anche Ulisse, autore di molti inganni, ascolta le voci armoniose delle sirene, ma con l'aiuto di Circe ,figlia del Sole, evita la morte.
Infatti la dea ammonisce l'astuto uomo così: " Quando ti avvicinerai all'isola delle sirene, ammorbidisci la cera con le dita e tappa le orecchie dei marinai: così non sentiranno le voci e eviteranno l'ingiusta morte. Tu invece, legato con robuste funi all'albero della nave sentirai i canti delle sirene"

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