Un banchetto per non pensare alla morte I - Superni Gradus

Versione originale in latino


Iam Trimalchio eadem omnia lusu intermisso poposcerat feceratque potestatem clara voce, siquis nostrum iterum vellet mulsum sumere, cum subito signum symphonia datur et gustatoria pariter a choro cantante rapiuntur. Ceterum inter tumultum cum forte paropsis excidisset et puer iacentem sustulisset, animadvertit Trimalchio colaphisque obiurgari puerum ac proicere rursus paropsidem iussit. Insecutus est supellecticarius argentumque inter reliqua purgamenta scopis coepit everrere. Subinde intraverunt duo Aethiopes capillati cum pusillis utribus, quales solent esse qui harenam in amphitheatro spargunt, vinumque dederunt in manus; aquam enim nemo porrexit.

Traduzione all'italiano


Già Trimalcione, finito di giocare, aveva ordinato tutte le medesime, e ad alta voce, ci aveva rivolto l’invito, se qualcuno di noi ne avesse voglia, di prendere altro vino col miele, quand’ecco che all’improvviso viene dato un segnale in musica e contemporaneamente un coro di schiavi porta via cantando i vassoi degli antipasti. Nel frattempo in quella confusione essendo caduto a terra per caso un vassoio e uno schiavetto avendolo raccolto mentre era in terra, Trimalcione se ne avvide e ordinò di schiaffeggiare il ragazzo e di buttare di nuovo a terra quel vassoio. Il cameriere sopraggiunse di corsa e cominciò a spazzar via il vassoio d’argento con le altre immondizie. Subito dopo entrarono due Etiopi zazzeruti con piccoli otri, come quelli che di solito sono usati per spargere sabbia nell’anfiteatro e ci versarono del vino con le mani; nessuno infatti porse mai acqua.

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