Trasibulo entra vittorioso ad Atene - Superni Gradus

Versione originale in latino


Trasybulus, cum Phylen confugisset, quod est castellum in Attica munitissimum, triginta solum de suis secum habuit. Ideo contemptus est a tyrannis, qui suis viribus copiisque valde confidebant. Quae res et tyrannis perniciei, et Trasybulo eiusque comitibus saluti fuit: etenim illos segnes ad persequendum Trasybulum fecit, his autem tempus ad comporandum dedit, ita ut facilius patriae oppressae succurrere potuierit. Hinc Trasybulus Munichiam transiit et urbis minitioni providit. Hanc bis tyranni oppugnare sunt adorti, et ab eo turpiter repulsi, saluti suae consulentes, Athenas refugerunt. Trasybulus autem suos irae temperare iussit, et cedentes violari vetuit: cives enim civibus parcere aequum censebat. Postea Trasybulus omnes cives liberavit, ac pro tantis meritis corona populo donatus est. Neque ei a bullo invidebatur, quod illo honore amor civium et non vis eum donaverat.

Traduzione all'italiano


Trasibulo, quando si rifugiò a File, che è il demo più sicuro in Attica, aveva con se soltanto trenta dei suoi uomini. Perciò fu affrontato dai tiranni, che contavano molto sulle proprie forze e sulle loro truppe. E questa cosa fu la rovina per i tiranni e fu la salvezza per Trasibulo e i suoi compagni; e infatti rese quelli deboli nel punire Trasibulo, invece diede tempo a costui di prepararsi, così che potevano soccorrere più facilmente la patria oppressa. Da quel luogo Trasibulo andò a Munichia e si profuse nel lavoro di fortificazione della città. Due volte i tiranni tentarono di attaccare questa, e vergognosamente respinti da questa, curandosi della loro salvezza si rifugiarono ad Atene. Trasibulo, però, ordinò ai suoi uomini di trattenere l’indignazione e proibì di colpire coloro che si arrendevano: infatti riteneva giusto che dei cittadini risparmiassero altri cittadini. In seguito Trasibulo liberò tutti i cittadini e per così tanti meriti gli fu donata una corona dal popolo. Ed egli non fu invidiato da nessuno poiché l’amore dei cittadini e non la forza gli donarono quell’onore.