Severo monito ai catilinari - Superni Gradus

Versione originale in latino


Nunc illos, qui in urbe remanserunt, atque adeo qui contra urbis salutem omniumque vestrum in urbe a Catilina relicti sunt, quamquam sunt hostes, tamen, quia [nati] sunt cives, monitos etiam atque etiam volo. Mea lenitas adhuc si cui solutior visa est, hoc expectavit, ut id, quod latebat, erumperet. Quod reliquum est, iam non possum oblivisci meam hanc esse patriam, me horum esse consulem, mihi aut cum his vivendum aut pro his esse moriendum. Nullus est portis custos, nullus insidiator viae; si qui exire volunt, conivere possum; qui vero se in urbe commoverit, cuius ego non modo factum, sed inceptum ullum conatumve contra patriam deprehendero, sentiet in hac urbe esse consules vigilantis, esse egregios magistratus, esse fortem senatum, esse arma, esse carcerem, quem vindicem nefariorum ac manifestorum scelerum maiores nostri esse voluerunt.

Traduzione all'italiano


Ora voglio ancora una volta mettere in guardia, sebbene siano cittadini, quelli che rimasero nella città e quelli che furono lasciati lì nella città da Catilina contro la salvezza della città e di tutti voi, tuttavia sono nati cittadini. Se a qualcuno l’indulgenza da me dimostrata fino ad oggi è parsa eccessiva, ciò attendevo, affinchè uscisse fuori ciò che stava nascosto. Per il resto, non posso già dimenticare che questa è la mia patria, che io sono il console di questi, che io o dovrò vivere con loro o dovrò morire per loro. Non c’è nessuna guarda alle porte: se quelli vogliono uscire, posso chiudere un occhio, ma chi provocherà dei disordini nella città, del quale io stroncherò non solo cose già fatte, ma anche o proposito o tentativo contro la patria, sappia che in questa città ci sono dei consoli che vigilano, magistrati eccellenti, c’è un Senato forte, ci sono armi, e un carcere che i nostri antenati vollero come punitore dei delitti visibili e nefasti.