Importanza delle leggi non scritte - Superni Gradus

Versione originale in latino


Sed vero intellegi sic oportet, et hoc et alia iussa ac vetita populorum non vim habere ad recte facta vocandi et a peccatis avocandi, quae vis non modo senior est quam aetas populorum et civitatium, sed aequalis illius caelum atque terras tenti et regentis dei. Neque enim esse mens divina sine ratione potest, nec ratio divina non hanc vim in rectis pravisque sanciendis habere; nec quia nusquam erat scriptum, ut contra omnis hostium copias in ponte unus adsisteret a tergoque pontem interscindi iuberet, idcirco minus Coclitem illum rem gessisse tantam fortitudinis lege atque imperio putabimus, nec si regnante L. Tarquinio nullo erat Romae scripta lex de stupriis, idcirco non contra illam sempiternam Sex Tarquinus vim Lucretiae Tricipitini filiae attulit. Erat enim ratio, profecta a rerum natura, et ad recte faciendum inpellens et delicto avocans, quae non tum denique incipit lex esse quom scripta est, sed tum quo morta est. Orta autem est simul cum mente divina.

Traduzione all'italiano


Ma in realtà conviene capire così, e questo e le altre leggi e divieti dei popoli non hanno la forza di invitare a fare azioni giuste e di allontanare dagli errori, una forza che non soltanto è più antica dell’età dei popoli e delle cittadinanze, ma è uguale a quella del Dio che si prende cura e governa il cielo e la terra. E né infatti può sussistere una mente di ispirazione divina senza la ragione, né ci può essere un’intelligenza divina che non abbia questa forza nello stabilire le cose giuste e sbagliate; né, poiché non era scritto in nessun luogo, che uno solo dovesse resistere contro tutte le truppe nemiche presso un ponte e che uno solo dovesse ordinare di tagliare il ponte da dietro, per questo motivo crederemmo di meno che quel famoso Orazio Coclite compì una tale impresa per un ordine ed in virtù di una forza, né che se, sotto il regno di Lucio Tarquinio, non ci fosse stata nessuna legge sulla violenza fisica, per questo motivo Sesto Tarquinio non arrecò violenza a Lucrezia, figlia di Tricipitino, contro quella legge eterna. Vi era infatti una norma, che ha origine dalla natura, e che induce a comportarsi bene e che allontana dal delitto, che non allora inizia a divenire una legge quando è scritta, ma da quando è nata. Tuttavia essa è nata insieme alla mente divina.