Furto sacrilego di Verre al tempio di Ercole ad Agrigento - Superni Gradus

Versione originale in latino


Herculis templum est apud Agrigentinos non longe a foro sane sanctum apud illos et religiosum. Ibi est ex aere simulacrum ipsius Herculis, quo non facile dixerim quicquam me videsse pulchrius (tametsi non tam multum in istis rebus intellego quam multa vidi), usque eo, iudices, ut rictum eius ac mentum paulo sit attritius, quod in precibus et gratulationibus non solum id venerari, verum etiam osculari solent. Ad hoc templum, cum esset iste1 Agrigenti, duce Timarchide, repente nocte intempesta servorum armatorum fit concursus atque impetus. Clamor a vigilibus fanique custodibus tollitur. Qui primum cum obsistere ac defendere conarentur, male mulcati clavis ac fastibus repelluntur. Postea convolsis repagulis ecfractisque valvis demoliri signum ac vectibus labefactare conantur. Interea ex clamore fama tota urbe percrebuit expugnari deos patrios non hostium adventu necopinato neque repentino praedonum impetu, sed ex domo atque ex cohorte praetoria manum fugitivorum instructam armatamque venisse.

Traduzione all'italiano


C’è un tempio sacro ad Ercole presso gli Agrigentini, non lontano dal foro, davvero venerabile presso di quelli e sacro. Lì c’è una statua di bronzo proprio di quel famoso Ercole, della quale difficilmente (lett. non facilmente) potrei dire di averne vista una più bella – anche se non sono molto esperto in queste cose tanto quanto le molte cose che ho visto – fino a quel punto, o giudici, che l’apertura della bocca e un po’ del mento sono rovinati, poiché nelle preghiere e nei rendimenti di grazie non solo sono soliti venerarla ma anche baciarla. Verso questo tempio, poiché costui si trovava ad Agrigento, all’improvviso, sotto il comando di Timarchide, a notte fonda accorsero e ci fu l’assalto di (alcuni) servi armati. Si levò un grido dalle guardie del tempio e dai custodi; i quali dapprima poiché tentarono di resistere e di respingerli, furono colpiti a colpi di randello e bastone uscendone malconci. In seguito divelti i catenacci e sfondata la porta cercarono di tirare giù la statue e di smuoverla con delle leve. Intanto per il rumore in tutta la città si sparse la voce che gli dei patrii erano conquistati, non per l’arrivo inaspettato dei nemici né per il rapido attacco di pirati, ma (si sparse la voce che) era giunto dalla città e dalla guardia del corpo del generale un manipolo schierato ed armato di fuggitivi.

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