57 - 28 - Accuse alla classe nobiliare (Sallustio) - Sistema Latino

Versione originale in latino


Superioribus annis taciti indignabamini aerarium expilari,reges et populos liberos paucis nobilibus vectigal pendere, penes eosdem et summam gloriam et maximas divitias esse; tamen haec talia facinora impune suscepisse parum habuere; itaque postremo leges,maiestas vestra, divina et humana omnia hostibus tradita sunt. Neque eos qui ea facere pudet aut paenitet,sed incedebunt per ora vestra magnifici, sacerdotia et consulatus, pars triumphos suos ostentantes, proinde quasi ea honori, non praedae habeant. Servi,aere parati,iniusta imperia dominorum non perferunt; vos Quirites, in imperio nati aequo animo servitutem toleratis? At qui sunt ii qui rem publicam occupavere? Homines sceleratissimi,cruentis manibus,immani avaritia,nocentissimi et idem superbissimi.

Traduzione all'italiano


Negli scorsi anni vi indignavate in silenzio del fatto che l'erario fosse dilapato, che i re e i popoli liberi pagassero le imposte (solo) a pochi nobili, nelle mani dei quali stessi c'erano i più grandi onori e le maggiori ricchezze; eppure non si sono contentati di aver intrapreso simili delitti impunemente; e così, alla fine, sono state consegnate ai nemici le leggi, la vostra maestà, ogni valore divino ed umano. E coloro che hanno fatto ciò, non si pentono nè si vergognano, ma avanzano pomposi sotto i vostri occhi, ostentando le cariche di sacerdozio e consolato, e alcuni loro trionfi, come se occupassero queste posizioni a titolo d'onore e non per averle rubate. Gli schiavi, acquistati con l'oro, non sopportano l'ingiusto imperio dei padroni; e voi, Quiriti, nati nel diritto di comandare, tollerate con animo rassegnato la servitù? Ma chi sono, questi, che si sono impadroniti della repubblica? Uomini malvagissimi, con le mani cruente, immanemente avidi, scelleratissimi e veramente superbissimi.

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