32 - 7 - Anche gli imperatori sanno essere pazienti - Scrinium

Versione originale in latino


Patientia et indulgentia in summis imperatoribus quoque animi magnitudinis manifesta indicia sunt. Quondam apud Romam in sumptuosa villa Augustus imperator graviter aegrotabat atque noctes inquietas consumebat, quia molesta noctua sine intermissione canebat et somnum saepe rumpebat. Tunc diligens miles Augustum liberare a gravi incommodo statuit: ideo statim noctuam deprehendit atque vivam ad imperatorem portavit. Miles, agnum praemium ab imperatore exspectabat: at Augustus mille tantum nummos diligenti militi donavit. Sed miles praemium indignum existimavit ac mox, iratus, miseram avem liberavit. Nunc vere irae et ultionis causa imperatori non deerat; aequo animo tamen contumeliam toleravit ac militem insolentem dimisit liberum.

Traduzione all'italiano


La calma e la clemenza nei più grandi imperatori sono pure sinonimo di grandezza di spirito. Una giorno a Roma nella ricca villa l'imperatore Augusto era pesantemente malato e trascorreva notti non serene, perchè una irritante civetta senza sosta cantava e spezzava il suo sonno molte volte. Così un attento soldato decise di liberare Augusto da un grave peso: allora immediatamente prese la civetta e la trasportò viva dall'imperatore. Il militare, aspettava dall'imperatore un bel premio: però Augusto diede al meticoloso soldato solo mille denari. Però il militare reputava ingiusto il premio e immediatamente, arrabbiato, lasciò il misero volatile. Adesso veramente la ragione della rabbia e della vendetta non mancò all'imperatore; però sopportò con spirito sereno l'offesa e lasciò il militare impertinente libero.

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