38 - 20 - La superbia di una madre - Scrinium

Versione originale in latino


Nioba, Tantali filia atque Anphonis uxor, admodum superba mulier fuit, sive propter magnam mariti potentiam, sed praesertim propter magnum filiorum numerum. Nam septem filios septemque filias habebat. Sed superbia et Niobam et liberos perdidit. Nam olim Thebarum sacerdotes sacrificia parabant Latonae, Apollinis et Dianae matri. Tum Nobia summo sacerdoti ita insulavit: <Cur hostias donas Latonae, duorum tantum filiorum matri? Cur victimas non immolas Niobae quoque, quattuordecim filiorum matri?> Nioba iniura iracundiam Latonae atque filiorum deae excitavit. Apollo enim et Diana non modo Niobae quattuordecim filios telis necaverunt, sed etiam matrem in saxum mutaverunt. Niobae rupes erat in Sipylo, monte Asiatico.

Traduzione all'italiano


Niobe, figlia di Tantalo e moglie di Anfione, fu una moglie assai superba, o piuttosto per una nobile stirpe o piuttosto per la grande potenza del marito ma specialmente per un gran numero di figli. Infatti aveva sette figli e sette figlie. Ma la superbia distrusse e Niobe e i figli. Infatti una volta i sacerdoti di Tebe preparavano sacrifici a Latona, madre di Apollo e Diana. Allora Nioba insultò così il sommo sacerdote:<Perchè doni a Latona vittime sacrificali, madre di soltanto due figli?> L'affronto di Niobe incitò l'ira di Latona protrettrice anche dei figli. Infatti Apollo e Dafne non soltanto uccisero i quattordici figli di Niobe con le frecce, ma mutarono anche la madre in pietra. Niobe era una rupe a Sipilo, monte Asiatico.

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