95 - 17 - Addio alla vita di Marco Aurelio - Scrinium

Versione originale in latino


Marcus Aurelius, cum graviter aegrotavisset, filium advocavit atque ne belli superstites neglegeret ab eo primum petiit. Deinde, e vita excedere cupiens, victu potuque tantum abstinuit ut graviorem morbum redderet. Sexta autem die, cum ad se amicos vocavisset, res humanas irredens atque mortem contemnes, iis dixit: "Cur de me fletis et de pestilentia ac communi morte minime cogitatis?". Cum autem amici ab illo recedere se pararent, ingemiscens ait: "Si me iam dimittis, vale. Vobis filium commendo, si dignus fuerit, atque deis immortalibus". Tunc exercitus, cum imperatoris gravissimum morbum cognovissent, vehementissime dolebant, quia illum unice amaverunt. Septima denique die imperator, cum solum filium ad se admisisset, statim eum dimisit, ne in eum quoque morbus transiret. Deinde caput opuerit, quasi dormiret, sed nocte animam efflavit.

Traduzione all'italiano


Marco Aurelio, poiché era gravemente ammalato, convocò il figlio e gli chiese per prima cosa che non dimenticasse i sopravvissuti della guerra. Dopo, bramando di morire, si astenne così dagli alimenti e dal bere da rendere più grave il morbo. Nel sesto giorno, siccome convocò da lui i compagni, deridendo le vicende umane e oltraggiando la morte, disse loro: "Come mai mi piangete e non vi interessa per niente il dolore e la morte comune?". Quando poi gli amici si preparavano ad andarsene, gemendo disse:"Se già mi lasciate, statemi bene. Raccomando a voi il figlio se sarà degno, e agli dei immortali". Cosi l'esercito, quando seppero della pesante malattia dell'imperatore, si dolevano tantissimo, perchè lo amavano straordinariamente. Il settimo giorno l'imperatore, avendo ammesso da sé il solo figlio, immediatamente lo lasciò andare per non contagiarlo con la malattia. Dopo celò la testa come se dormisse, ma di notte perì.

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