35 - 15 - "La ferita mi ricorda che sono un uomo" - Scrinium

Versione originale in latino


Omnes regem Alexandrum Magnum Iovis filium existimabant.Nam in Lybia sacerdos,ante,comites,Iovis Hnnonis filium Alexandrum declaraverat.Tum Alexander in India iamdìu errabat atque vastabat regiones omnino ignotas non modo Macedonibus sed etiam populis Indiae finitimis.Interea oppidum magnum obsidione clausit,ibique in opere diu et frustra longum tempus consumpsit.Olim moenium partem vacuam defensoribus quaerebat,cum statim hostes sagittà eum vulneraverunt.Inceptum temen agere perseveravit.Tandem milites Alexandrum in praetorium adduxerunt,ubi aliquandiu sine voce stetit.Medicus multas medicinas applicabat,sed vulneris dolor crescebat et crus paulatim obtorpuit.Tunc Alexander: "Non Iovis filius sum-inquit-,sicut homines dicunt;vulnus me hominem indicat".

Traduzione all'italiano


Tutti reputavano il sovrano Alessandro Magno figlio di Giove. Difatti in Libia un prelato,dinnanzi agli amici, aveva dichiarato Alessandro discendente di Giove Annone. Così Alessandro che già da tempo si dirigeva in India e distruggeva regioni del tutto sconosciute non solamente ai Macedoni ,però, pure ai popoli vicini all'India. Intanto cinse d'assedio di una enorme città, e vi passò molto tempo nell'impresa per molto e inutilmente. Una volta tentava di ottenere una parte delle mura spoglia di difensori, ma gli avversari lo lesionarono con una freccia immediatamente. Però insistette nel portare in conclusione il piano. In conclusione i militari portarono Alessandro nel palazzo del governatore, dove rimase per un po di tempo senza voce. Il medico gli diede molti farmaci, però il supplizio della lesione aumentava e la gamba piano piano si bloccò. Allora Alessandro affermò:"Io non sono figlio di Giove, come affermano gli uomini; la lesione indica che io sono un uomo".

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