Bisogna cambiare animo non il cielo - (Seneca) - Repertorio Essenziale di Latino

Versione originale in latino


Hoc non tibi soli accidit. Admiraris quasi res nova esset, quod peregrinatione tam longa et tot locorum varietatibus non discussisti tristitiam gravitatemque mentis. Animum debes mutare, non caelum. Licet vastum traieceris mare, te urgebunt vitia, quocumque perveneris. Cuidam Athenensium hoc idem quaerenti Socrates dixit olim: « quid miraris nihil tibi peregrinationes prodesse ? Te circumferas! Premit te enim eadem causa quae ad peregrinationem te impulit. Quid terrarum iuvare novitas potest? Quid cognitio urbium aut locorum? In irritum cedit ista iactatio. Quaerisne qua re fuga ista non adiuvet? Facile intellectu est : tecum fugis. Onus animi deponi oportet: ante tibi nullus placebit locus. Tu autem vadis huc illuc ut grave pondus , excutias, quod propter ipsam iactationem gravius incommodiusque fit. Quidquid facis, contra te facis et motu ipso noces tibi: aegrum enim hominem concutis. At cum istud exemeris malum, omnis mutatio loci iucunda erit. Licet in ultimas terras, in quemlibet terrae angulum perveniris, hospitalis tibi illa qualiscumque sedes erit. Magis quis veneris quam quo interest, et ideo nulli loco addicere debemus animum. Cum hac persuasione vivamus: ‘non sum natus ut in uno angulo vivam; atria mea totus hic mundus est’. Nunc autem tu non loca peragras, sed erras ac locum ex loco mutas, cum illud quod quaeris (bene vivere) omni loco positum sit. Quid tam turbinum est quam forum? Ibi quoque, si necesse est, quiete vivere licet.

Traduzione all'italiano


Questo non accade solo a te. Ti meravigli, come se fosse una novità, che con un così lungo viaggio e con tanta diversità di luoghi non scacciasti la tristezza e la pesantezza della mente. Bisogna cambiare l’animo non il cielo. Anche se attraverserai una grande mare, ti opprimeranno i vizi, in qualunque luogo giungerai. Una volta ad un tale ateniese che gli chiedeva la medesima cosa, Socrate disse: “ Perché ti meravigli che i viaggi non ti giovino per nulla? Ti porti in giro! Ti opprime infatti lo stesso motivo che ti spinge a viaggiare. A che cosa può giovare la novità delle terre? A che cosa la conoscenza delle città e dei luoghi? Questa agitazione è risultata vana. Forse che chiedi per quale motivo questa fuga non giova? È facile da capire: infatti fuggi con te! Bisogna abbandonare il peso dell’animo (mettere giù): prima di ciò nessun luogo ti piacerà. Tu però procedi qua e là per scacciare un grave peso che a causa di questa stessa agitazione diventa più grave e fastidioso. Qualunque cosa tu faccia, lo fai contro di te e ti danneggi con questo stesso movimento: infatti ti agiti come un uomo malato. Ma quando toglierai questo male, ogni cambiamento di luogo ti sarà piacevole. Anche se giungerai nelle terre più lontane, in qualunque angolo della terra, quel luogo, qualunque sia, ti sarà ospitale. Non è importante dove arriverai, ma lo stato d’animo con cui giungerai. Perciò non dobbiamo legarci ad un solo luogo. Viviamo con questa certezza: “ Non sono nato per vivere in un solo luogo; tutto questo mondo è la mia patria.” Ora però tu non visiti luoghi, ma cammini e cambi un luogo in un altro, poiché quello che chiedi (vivere bene) si trova in ogni luogo. Che cosa c’è di più disordinato del foro? Anche lì, se è necessario, ti sarà possibile vivere tranquillo.