405 - 682 - Favola di Orfeo e Euridice - Nuovo Le Ragioni del Latino

Versione originale in latino


Saepe ab omnibus poetis fabula Orphei et Eurydices celebratur. Orpheus, Thraciae vates, cum uxor Eurydice morsu serpentis correpta esset, tanto dolore ob eius mortem offectus est ut ad regnum Inferorum descendere exoptaret. Orpheus, cum dulci cantu Persephonem et Plutonem oravisset, ab eis impetravit ut Eurydice sibi redderetur. Sed iusserunt Orpheum dei inferi Eurydices vultum non videre usque ad limina Orci. Orpheus contra, amore incensus, oculos reflexit et mulier ab Orco recepta est. Postea miser poeta pro despectu quem in ceteras feminas habuit, a Thraciis mulieribus est laniatus, eiusque caput ad insulam Lesbum undis marinis transvectum est.

Traduzione all'italiano


Spesso da tutti i poeti è commemorata la favola di Orfeo e Euridice. Orfeo, poeta dalla Tracia, essendo la moglie Euridice deceduta per il morso di un serpente, venne colpito da tanto dolore per il suo decesso che volle scendere nel regno degli inferi. Orfeo, dopo aver pregato con un dolce canto Persefone e Plutone, ricevette che Euridice gli venisse resa. Però gli dei degli inferi comandarono a Orfeo di non guardare il volto di Euridice sino alla soglia dell'Averno. Orfeo invece, arso di amore, vide la donna negli occhi e la venne ripresa dall' Ade. Dopo il misero poeta per il disprezzo che ebbe verso altre femmine, venne sbranato dalle donne tracie, e la sua testa fu trascinata dalle onde marine all'isola di Lesbo.

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